Albania segreta: 326 chilometri tra laghi, borghi e montagne
Un itinerario ad anello da Tirana conduce verso Elbasan, il lago di Ocrida e Korçë, attraversando paesaggi e testimonianze lontani dalle spiagge più note.
Il volto più conosciuto dell’Albania è quello delle località costiere, diventate negli ultimi anni una presenza fissa negli itinerari dei viaggiatori. Ma basta dirigersi verso sud-est per incontrare un Paese diverso: città segnate dalla storia ottomana, villaggi affacciati sul lago di Ocrida e strade che risalgono verso altopiani e montagne. Un percorso di circa 326 chilometri, con partenza e arrivo a Tirana, permette di concentrare in due giorni ambienti e atmosfere molto diverse.
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Il lago di Ocrida cambia prospettiva
Il punto di partenza è Tirana, capitale trasformata profondamente negli ultimi decenni. Gli edifici dell’epoca comunista hanno assunto colori più vivaci e nuove architetture hanno modificato il profilo urbano. La Piramide di Tirana, nata nel 1988 come museo dedicato a Enver Hoxha, oggi è stata destinata ad attività culturali, tecnologiche e formative: il suo nuovo utilizzo rappresenta uno dei simboli del rapporto rinnovato della città con il proprio passato.
Lasciata la capitale, il tragitto conduce verso Elbasan. La fortezza cittadina, costruita durante il periodo ottomano sopra strutture difensive precedenti, conserva al proprio interno vicoli, edifici storici e luoghi di culto. È una sosta utile per cogliere la sovrapposizione di culture che caratterizza questa parte del Paese, prima di proseguire verso il confine con la Macedonia del Nord.
Avvicinandosi al lago di Ocrida, il paesaggio urbano cede il posto alle montagne. Il bacino, condiviso dai due Paesi e tutelato dall’UNESCO per il suo valore naturale e culturale, è tra i più antichi e profondi d’Europa. Le sue acque ospitano numerose specie endemiche, mentre dalla strada lo sguardo viene catturato dall’insieme di acqua, rilievi e piccoli centri sulle rive.
Lin e Pogradec, due soste d’acqua
Sulla penisola di Lin, un piccolo villaggio si protende nel lago con case dai tetti rossi, strade strette e barche da pesca. Non servono itinerari complessi: una passeggiata tra le abitazioni e il raggiungimento dei punti panoramici sono sufficienti per osservare un ritmo quotidiano distante da quello della capitale. Tra le testimonianze storiche del borgo figurano anche i resti di una basilica paleocristiana.
Più a sud si trova Pogradec, uno dei principali centri albanesi affacciati sul bacino. Il lungolago invita alla sosta e la cucina locale mantiene un legame diretto con l’ambiente circostante. Tra le specialità compare il koran, pesce endemico dell’area, presente in diverse preparazioni tradizionali.
Da Pogradec la strada torna a salire verso gli altopiani, con Korçë come destinazione della giornata. La città dista circa 160 chilometri da Tirana, ma il percorso richiede tempo per le deviazioni e per le soste lungo il lago, più che per la distanza in sé.
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Korçë custodisce il volto culturale
Situata a circa 850 metri di quota e vicina ai confini con Grecia e Macedonia del Nord, Korçë è considerata uno dei centri culturali più importanti dell’Albania meridionale. I suoi viali, i caffè e l’attività artistica le hanno procurato il soprannome di “Piccola Parigi” albanese.
La città è legata anche alla tradizione delle serenate, sviluppatasi nell’Ottocento. Le serenate korçare uniscono voci e accompagnamenti acustici e riflettono gli scambi culturali che hanno interessato la regione. Un altro luogo centrale è il Vecchio Bazar, mercato storico di origine ottomana restaurato negli ultimi anni, con stradine, botteghe, caffè e costruzioni tradizionali.
Un’auto tra città e montagne
L’itinerario è stato percorso a bordo della Mazda CX-30, crossover compatto aggiornato nell’anno modello 2027 con novità per allestimenti, dotazioni e sistemi di sicurezza. La vettura abbina dimensioni adatte all’ambiente urbano a una configurazione pensata anche per tragitti più lunghi, tra salite, discese e strade extraurbane.
La gamma comprende due motori a benzina con tecnologia ibrida leggera: il 2,5 litri e-Skyactiv G da 140 cavalli e il 2,0 litri e-Skyactiv X da 186 cavalli. Entrambi possono essere associati al cambio manuale oppure automatico.
La filosofia Jinba Ittai, espressione con cui Mazda indica il rapporto armonico tra conducente e automobile, si riflette nella posizione di guida, nella risposta dei comandi e nella stabilità. Nell’abitacolo trovano posto uno schermo centrale da 10,25 pollici, il sistema Commander Control e le funzioni di connettività di Mazda Connect. L’aggiornamento 2027 introduce inoltre nuove assistenze alla frenata e interventi sui fari adattivi a LED.
Anche l’aspetto esterno richiama la filosofia Kodo, basata su superfici scolpite, linee essenziali e giochi di luce. Un’impostazione che il marchio collega alla tradizione artigianale giapponese e che accompagna un percorso in cui la strada diventa il filo conduttore tra la capitale, il lago e i centri dell’entroterra.
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