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Viaggi 4 min di lettura1 ora fa

Monferrato in 3 giorni: il viaggio tra calici, castelli e borghi

Un itinerario lento tra Asti e Alessandria, con cantine, fortezze, paesi panoramici e specialità piemontesi da assaggiare lungo la strada.

Tra una robiola di Cocconato, un piatto di agnolotti e un calice di Grignolino, il Monferrato offre un viaggio in Piemonte costruito su sapori, paesaggi e piccoli centri storici. La zona si presta a un fine settimana romantico, ma anche a una fuga dedicata alla cultura e alle cantine, in ogni stagione dell’anno.

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A tavola tra vini e ricette locali

Il percorso gastronomico può cominciare dalla Muletta, salume tipico del territorio, e proseguire con la robiola di Cocconato. Tra le preparazioni più particolari c’è la cugnà, ottenuta lavorando mosto d’uva e frutta: una specialità capace di accompagnare diversi assaggi della tradizione.

Gli agnolotti, conditi secondo l’uso locale con sugo d’arrosto oppure burro e salvia, sono tra i piatti da non perdere. La bagna cauda porta in tavola una salsa calda a base di aglio e acciughe, mentre il fritto misto piemontese alterna elementi salati e dolci; il bollito misto viene invece servito con salse come il bagnetto verde. In autunno, soprattutto nei dintorni di Moncalvo, il tartufo diventa il prodotto simbolo dei menu.


Fortezze vere, non scenografie

Le architetture fortificate sono una delle caratteristiche più riconoscibili del paesaggio. Il Castello di Uviglie, nei pressi di Rosignano Monferrato, abbina ambienti storici, torri, aree verdi e cantine; quello di Tagliolo Monferrato conserva sale d’epoca, mura antiche e spazi legati alla produzione vinicola, con la possibilità di pernottare in un contesto storico.

Il Castello di Trisobbio domina il paese dall’alto, mentre quello di Cereseto merita già una deviazione per la sua imponenza esterna. Più a nord si trova il Castello di Camino, affacciato sulla valle del Po. A Gavi, invece, il Forte di Gavi racconta una storia militare e offre ampie vedute; la tradizione locale lega inoltre il luogo alla figura spettrale di Gavina. Castello di Sannazzaro e Castello di Piovera possono essere inseriti in un soggiorno più lungo, verificando prima giorni e modalità di apertura.


Quattro strade per il calice

La rete enologica del Monferrato copre circa 700 chilometri e comprende quattro itinerari tematici. La Strada del Grignolino si sviluppa per circa 241 chilometri e otto tappe nel Casalese e in parte dell’Astigiano, toccando anche Moncalvo, Olivola, Ottiglio, Ponzano Monferrato e Sala Monferrato. Il vino protagonista è un rosso fresco, elegante e speziato.

La Strada dei Fiumi e del Vino misura circa 125 chilometri e quattro tappe: dalla zona di Cuccaro Monferrato arriva a Castelnuovo Bormida attraversando i territori del Tanaro, della Bormida e del Belbo. Nell’area acquese, la Strada degli Aromatici percorre circa 230 chilometri in otto tappe, passando da Strevi, noto per il Passito, e Fontanile, celebre per le case dipinte. Qui trovano spazio Brachetto d’Acqui, Moscato e altri vini profumati.

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La Strada del Dolcetto, lunga circa 108 chilometri e articolata in quattro tappe, attraversa le colline dell’Ovadese tra Cassinelle, Carpeneto, Mornese, Cadegualchi e Gavi. Boschi, vigne e castelli accompagnano il viaggio, con il Dolcetto d’Ovada nel calice e il bianco DOCG di Gavi come assaggio conclusivo.


Tre giorni tra paesi e colline

Per organizzare un anello di tre giorni si può partire dal Casalese, spostarsi verso l’Astigiano e concludere nell’Ovadese. Casale Monferrato è un buon punto di avvio: il centro storico e i krumiri introducono alle tradizioni locali. Da qui l’itinerario può proseguire a Ozzano Monferrato, dominato dal castello, e a Cella Monte, dove le costruzioni in pietra da cantoni, l’Ecomuseo e gli infernot raccontano il rapporto tra abitazioni, vino e roccia.

Rosignano Monferrato aggiunge panorami sulla campagna, piazzette e la torre Civica, oltre alla possibilità di visitare il Castello di Uviglie e abbinare la parte storica a una degustazione. La prima giornata può terminare con agnolotti e Grignolino. Cella Monte si distingue anche per i vicoli e le facciate color miele, mentre la posizione di Rosignano, adagiato su una rupe arenaria, regala scorci particolarmente suggestivi sui vigneti.

Il secondo giorno può includere Cereseto, con il suo castello osservabile dall’esterno, e Moncalvo, piccolo centro medievale con resti delle fortificazioni, piazze, torri e la chiesa di San Francesco. Durante la stagione del tartufo è una tappa indicata per il pranzo. Nel pomeriggio, Cocconato offre portici gotici, palazzi storici, botteghe e prodotti come la robiola, prima di una sosta panoramica sulle colline.

L’ultima giornata è dedicata all’Alto Monferrato e richiede spostamenti più lunghi. Tagliolo Monferrato conserva cantine storiche e atmosfere medievali; Trisobbio raccoglie le proprie case attorno al maniero. Il viaggio può chiudersi a Gavi, visitando il borgo e il Forte e partecipando a una degustazione del suo celebre bianco DOCG.

Tra le possibili aggiunte figurano Garbagna, con la piazza alberata, e Volpedo, legata alla memoria di Giuseppe Pellizza e al dipinto Il Quarto Stato. Le due località richiedono però una giornata supplementare rispetto al percorso principale.

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