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24.000 libri e un castello: la rinascita di Gagliano Aterno

Nel cuore dell’Abruzzo montano, un antico borgo unisce fortificazioni, memorie religiose e nuovi progetti culturali per arginare lo spopolamento.

A Gagliano Aterno il passato non è soltanto custodito nelle mura del castello o nelle fontane di pietra: è diventato il punto di partenza per immaginare una nuova vita del paese. Nel 2024, infatti, una libreria romana ha trasferito qui 24000 volumi, trasformando il borgo della Valle Subequana in uno dei luoghi simbolo dei tentativi di rilancio delle aree interne abruzzesi.


Una libreria riaccende il borgo

Per trent’anni la libreria dell’usato Simon Tanner aveva avuto sede nel quartiere Appio Latino, a Roma. Nel 2024 i proprietari Rocco Lorusso e Vincenzo Goffredo hanno deciso di cambiare orizzonte e portare l’attività a Gagliano Aterno, insieme a circa 24000 libri.

Per completare il trasferimento sono stati necessari diciassette viaggi in furgone dalla Capitale. L’apertura è avvenuta durante il Festival Libriganzi del 2024 e si è inserita in un percorso più ampio, fondato su nuove forme di residenza, iniziative culturali e coinvolgimento degli abitanti. L’obiettivo è contrastare la diminuzione della popolazione riportando nel centro attività, persone e occasioni di incontro.


Il castello domina la valle

Il principale punto di riferimento del paese resta la fortezza medievale che sovrasta l’abitato e la vallata. La prima struttura risale alla fase compresa tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, quando fu realizzata dai Conti dei Marsi; nel 1328 venne ampliata per volontà della contessa Isabella d’Aquino.

Alla rocca è legata anche la tradizione del passaggio di San Francesco d’Assisi, che vi avrebbe soggiornato nel 1216 come ospite dei Conti di Celano. Una lapide ricorda ancora l’episodio. L’impianto conserva elementi militari ben riconoscibili: due cerchie murarie, torrioni circolari, una torre poligonale e un ponte sul fossato che conduce alla parte più interna.


Dalla fortezza alle piazze

Dietro l’apparenza austera, il complesso mostra anche i caratteri di una residenza aristocratica. Il palazzo si apre su un cortile con pozzo, portico, loggetta e una particolare scala a giorno. Nel tempo la proprietà è passata ai Piccolomini, ai Barberini, agli Sciarra-Colonna e, infine, ai Lazzaroni; oggi il castello è privato e alcuni ambienti possono essere visitati in occasione di eventi annunciati dal Comune.

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Nel centro storico, Piazza del Popolo conserva una fontana medievale fatta costruire nel 1344 da Isabella d’Acquaviva. La struttura presenta tre nicchie concluse da archi a sesto acuto e mantiene un’iscrizione gotica accanto a uno degli archi. Sul fianco si trova inoltre l’abbeveratoio un tempo utilizzato per gli animali.


Chiese, memoria e natura

Il percorso storico comprende la Chiesa di San Martino e l’ex Convento di Santa Chiara. Il complesso fu donato alle clarisse nel XIII secolo e subì successive trasformazioni tra il Cinquecento e il Seicento.

Negli spazi dell’antico convento è stato allestito anche un museo dedicato all’orso marsicano, animale rappresentativo delle montagne abruzzesi. Il borgo si trova infatti nella Valle Subequana, in provincia dell’Aquila, all’interno del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino, in un paesaggio di boschi, rilievi e ampie visuali sulla valle.


Come raggiungere Gagliano Aterno

Da L’Aquila si può entrare nella Valle Subequana passando per San Demetrio ne’ Vestini e Acciano. Chi arriva da Roma o Pescara può utilizzare l’autostrada A25, uscire nella zona di Pratola Peligna-Sulmona e proseguire verso Raiano e Castelvecchio Subequo.

Per chi viaggia in treno, la stazione di riferimento è Molina-Castelvecchio Subequo, lungo la linea regionale tra Sulmona e L’Aquila. Da lì Gagliano Aterno dista circa 4,3 chilometri: il tragitto richiede all’incirca 55 minuti a piedi oppure può essere completato in autobus.

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