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Tecnologia 1 min di lettura12 ott

Yonaguni, il sistema Usa che mette Taiwan nel raggio dei missili

Durante Keen Sword, i Marines statunitensi schiereranno per la prima volta NMESIS sull’isola giapponese vicina a Taiwan: il lanciatore può colpire navi oltre 185 chilometri.

Un mezzo terrestre privo di equipaggio, armato con due missili antinave, consente di spostare rapidamente la capacità di contrasto navale tra diverse postazioni costiere. È questa la caratteristica centrale di NMESIS, progettato per ridurre anche l’esposizione diretta del personale vicino al lanciatore.

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Un lanciatore mobile e senza equipaggio

NMESIS, sigla di Navy-Marine Expeditionary Ship Interdiction System, impiega due Naval Strike Missile montati su una piattaforma terrestre autonoma. Il sistema può quindi essere riposizionato con rapidità, caratteristica utile in uno scenario in cui le forze schierate lungo la costa debbano cambiare posizione per mantenere l’efficacia operativa.

La portata dei missili supera i 185 chilometri e permette di minacciare obiettivi navali mantenendo il lanciatore a distanza dalle unità avversarie. La configurazione senza equipaggio offre inoltre la possibilità di non collocare direttamente gli operatori nelle immediate vicinanze del mezzo durante l’impiego.

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Yonaguni diventa il punto avanzato

La prima presenza di NMESIS a Yonaguni è prevista dal 19 al 29 ottobre, nel quadro dell’esercitazione congiunta Keen Sword. L’isola giapponese si trova a circa 110 chilometri da Taiwan, una collocazione che rende particolarmente significativa la sperimentazione del sistema in quell’area.

Il controllo dei collegamenti marittimi attorno a Taiwan è considerato un elemento delicato dell’equilibrio militare nell’Indo-Pacifico. In un’eventuale crisi con la Cina, la capacità di ostacolare il movimento delle navi militari potrebbe assumere un peso decisivo; per questo Stati Uniti e Giappone stanno rafforzando l’attenzione sulle armi antinave e sulla difesa delle rotte regionali.

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