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Tecnologia 2 min di lettura23 set

Xi negli Usa, il vertice con Trump parte da dazi e AI: cosa c’è in gioco

A Maryland è iniziato il faccia a faccia tra i due leader, con sul tavolo proroga della tregua commerciale, sfida tecnologica e tensioni in Medio Oriente.

L’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping si è aperto con una stretta di mano alla Joint Base Andrews, nel Maryland, ma il nodo vero riguarda quello che i due proveranno a scongiurare nei prossimi giorni: una nuova escalation tra Stati Uniti e Cina. La visita del presidente cinese durerà tre giorni e arriva a meno di un anno dal loro terzo confronto diretto.

Secondo quanto riferito da Scott Bessent, Washington e Pechino hanno già allungato fino al 10 gennaio la tregua commerciale che sarebbe scaduta il 10 novembre. Per Trump e Xi, dunque, il vertice parte con un’intesa temporanea già sul tavolo, costruita dal lavoro dei funzionari dei due Paesi.


La tregua sui dazi prende tempo

Bessent, in un’intervista a Fox News, ha spiegato che l’accordo di Busan è stato prorogato di due mesi. La scelta concede più margine per valutare la situazione economica e allontana, almeno per ora, il rischio di una nuova guerra di tariffe e contromisure.

Lo scenario pesa su entrambi i leader, ma in modi diversi. Per gli Stati Uniti, una nuova fiammata sui dazi e sulle misure legate ai minerali critici si tradurrebbe in effetti diretti sui consumatori, proprio mentre si avvicina un appuntamento elettorale delicato. Per Xi, invece, la pausa può servire a guadagnare tempo su più fronti, dal rilancio dell’economia cinese alla gestione della leadership militare dopo le epurazioni avviate nel quadro della campagna anticorruzione.

Xi, subito dopo il colloquio con Trump, ha insistito sulla necessità di un rapporto meno conflittuale. «La Cina e gli Stati Uniti dovrebbero essere partner, non rivali», ha affermato. Nel discorso preparato per l’arrivo negli Usa, il presidente cinese ha aggiunto che la rinascita della Cina e il progetto di rendere di nuovo grande l’America possono «completarsi a vicenda e giovare al mondo».

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AI e Medio Oriente tra i dossier

Tra i temi del vertice, l’intelligenza artificiale occupa una posizione centrale. Il confronto tra le due superpotenze si allarga infatti al terreno tecnologico, mentre alcuni grandi gruppi americani del settore spingono per rallentare la corsa. Trump, però, ha già liquidato i timori con parole nette: «Non c’è nessun allarme».

Il presidente americano vuole difendere il primato statunitense nell’AI e non sembra intenzionato a frenare l’accelerazione in corso. Sullo sfondo resta la competizione industriale e strategica con Pechino, che considera tecnologia e capacità produttiva elementi decisivi della sfida globale.

Un altro capitolo sensibile è il Medio Oriente. La crisi della regione, e in particolare il braccio di ferro tra Stati Uniti e Iran, entra nel vertice anche per le ricadute sul comparto energetico. Il petrolio è uno dei punti più delicati, perché le tensioni possono riflettersi sui mercati e quindi sugli equilibri economici più ampi.

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