Xi e Trump, la sfida continua ma senza guerra: la mossa di Pechino
A Washington il leader cinese rilancia il dialogo con gli Usa e propone regole per contenere la rivalità, mentre restano aperti i nodi su tecnologia, commercio e Taiwan.
Xi Jinping ha scelto Washington per ribadire che la competizione con gli Stati Uniti non deve oltrepassare una soglia pericolosa. Nel faccia a faccia alla Casa Bianca, il presidente cinese ha insistito sulla necessità di tenere aperti i canali di contatto e di gestire la rivalità senza arrivare a un conflitto militare.
La rivalità va tenuta sotto controllo
Nel suo intervento, Xi ha chiesto più comunicazione tra le due potenze e ha invitato Cina e Stati Uniti a concentrarsi su ciò che possono condividere, lasciando sullo sfondo le divergenze. Il messaggio, riportato dal Guardian, è stato costruito attorno all’idea di coesistenza: i due Paesi, ha sostenuto, possono trarre vantaggio dalla cooperazione e perdere entrambi se prevale lo scontro.
Il presidente cinese ha collegato questo approccio anche ai rapporti militari, sostenendo che gli eserciti dovrebbero mantenere contatti regolari e strumenti più solidi per prevenire le crisi. In questo quadro ha richiamato di nuovo la cosiddetta «trappola di Tucidide», affermando che può essere evitata.
I dossier più sensibili restano aperti
Il riferimento non è nuovo. Xi aveva già tirato in ballo quella teoria durante l’incontro di maggio a Pechino con Donald Trump, quando aveva chiesto al presidente americano come intendesse impedire che la rivalità degenerasse. Ora il tema torna mentre i due governi si muovono su dossier molto delicati: commercio, Taiwan e soprattutto intelligenza artificiale.
Accanto al messaggio politico, il leader cinese ha messo sul tavolo anche alcune proposte per ridurre la tensione, tra cui l’invito a 100 mila giovani statunitensi a partecipare a programmi di scambio in Cina. Ha poi sottolineato di voler lavorare con Trump per dare stabilità alla relazione bilaterale, definendo il rapporto tra i due Paesi una sorta di grande nave da guidare verso il futuro.
Trump, dal canto suo, ha risposto in toni concilianti. Ha parlato di una «grande amicizia» con Xi e ha detto che i due governi hanno già fatto «enormi progressi» sulle questioni più spinose.
Tecnologia, dazi e tregua fragile
Dietro l’atmosfera distesa, però, i contrasti restano evidenti. Washington continua a restringere l’accesso cinese a microchip, semiconduttori e altre tecnologie avanzate per rallentare lo sviluppo dell’IA di Pechino. Sul fronte commerciale, invece, i due Paesi si colpiscono ancora con dazi reciproci.
La tregua sui tariffari, che sarebbe dovuta scadere a novembre, è stata prorogata. Il negoziato quindi prosegue, ma senza una soluzione definitiva all’orizzonte. Ed è proprio questo il paradosso emerso a Washington: mentre Stati Uniti e Cina si contendono leadership economica e tecnologica, entrambe le parti sembrano avere interesse a evitare che la sfida sfoci in uno scontro aperto.
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