X-BAT e la spinta verticale: il trucco arriva dagli F-16
Shield AI guarda a una soluzione sperimentata sui caccia negli anni ’90 per dare al drone maggiore libertà operativa senza sacrificare il motore a reazione.
Per un velivolo militare, una pista può trasformarsi rapidamente in una vulnerabilità: è visibile, complessa da proteggere e, se viene danneggiata, rischia di bloccare anche gli aerei già pronti all’impiego. Il progetto X-BAT di Shield AI punta proprio a superare questo limite, combinando il decollo verticale con le prestazioni tipiche di un aereo a reazione.
Una soluzione già testata sui caccia
Per raggiungere questo obiettivo, Shield AI non sarebbe partita da una tecnologia completamente inedita. L’azienda ha recuperato AVEN, un ugello sperimentato negli anni ’90 su un F-16, progettato per modificare l’orientamento dei gas prodotti dal motore.
Il sistema rientra nel principio della spinta vettoriale. Variando la direzione del getto, il propulsore può contribuire al controllo del velivolo e influenzarne i movimenti in volo, offrendo una possibilità ulteriore rispetto alla sola gestione delle superfici aerodinamiche.
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X-BAT porta la sfida più lontano
Nel caso dell’F-16, AVEN era stato utilizzato per valutare come aumentare la manovrabilità di un caccia durante il volo. L’impiego ipotizzato sul drone X-BAT avrebbe invece un traguardo più ambizioso: sostenere le operazioni di decollo e atterraggio verticale mantenendo un sistema di propulsione a reazione.
La difficoltà consiste quindi nel conciliare due esigenze diverse. Da una parte serve la libertà operativa garantita dall’assenza di una pista tradizionale; dall’altra occorre conservare le caratteristiche prestazionali associate a un aereo a reazione. AVEN rappresenta, in questo scenario, la tecnologia individuata per orientare la spinta e aiutare il drone nelle fasi più delicate del volo.
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