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Tecnologia 2 min di lettura2 ore fa

Un gallone al giorno: la macchina che crea benzina da aria e acqua

Aircela ha sviluppato un apparecchio compatto alimentato da energia rinnovabile, ma la resa attuale resta ancora lontana dalla produzione industriale.

Per ora il risultato è sufficiente a riempire poco più di un paio di taniche: il dispositivo di Aircela realizza circa 3,8 litri di benzina sintetica ogni 24 ore. La startup newyorkese punta però su un’idea diversa dalle grandi raffinerie, producendo il carburante direttamente nei luoghi in cui potrebbe essere utilizzato.

Il sistema sfrutta anidride carbonica atmosferica, acqua ed elettricità proveniente da fonti rinnovabili. Il prodotto finale può essere impiegato nei veicoli con motore tradizionale, senza interventi su serbatoio, impianto di alimentazione o propulsore. Restano tuttavia da verificare i tempi e i costi necessari per trasformare il prototipo in una soluzione realmente diffusa.


La resa svela il limite attuale

Ogni apparecchio cattura quotidianamente circa 10 chilogrammi di anidride carbonica e li utilizza per ottenere poco meno di un gallone, cioè circa 3,8 litri, di carburante. Il dato mostra quanto lavoro chimico sia necessario per arrivare a una quantità ancora modesta rispetto ai consumi di un’auto o alle esigenze di una rete di distribuzione.

La possibilità di aumentare la capacità produttiva rappresenta quindi il principale ostacolo. Klaus Lackner, tra i primi studiosi del settore, ha già evidenziato in passato le difficoltà legate all’espansione di questi processi senza compromettere rendimento e sostenibilità economica. Aircela intende comunque passare alla fase delle prime installazioni commerciali.


Tre passaggi per ottenere carburante

Il macchinario riunisce tre moduli esagonali collegati tra loro. All’inizio una soluzione liquida contenente idrossido di potassio separa la CO2 dall’aria; in parallelo, un elettrolizzatore usa l’energia elettrica per dividere l’acqua in idrogeno e ossigeno, con quest’ultimo restituito all’ambiente.

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Il passaggio successivo combina idrogeno e anidride carbonica per produrre metanolo. Questo composto viene poi trasformato in benzina attraverso la conversione metanolo-benzina. Il carburante risultante non contiene zolfo, etanolo né metalli pesanti ed è progettato per funzionare con i motori a combustione già presenti sul mercato.


Aircela punta sulla produzione locale

L’azienda vuole sostituire il modello basato su pochi impianti di grandi dimensioni con una rete di unità più piccole, collocate vicino ai punti di consumo. Liz White, responsabile del design di Aircela, ha spiegato: «Con macchine compatte e modulari possiamo realizzare il carburante dove è necessario, limitando i trasporti, alleggerendo la logistica e raggiungendo anche le aree più isolate».

Secondo White, la moltiplicazione di apparecchi più contenuti potrebbe ridurre i costi più rapidamente rispetto a una raffineria centralizzata e permettere miglioramenti progressivi della tecnologia. La forma a esagono, ispirata alla geometria osservabile in natura, dovrebbe inoltre facilitare l’affiancamento di più moduli come in una struttura a nido d’ape, adattandosi a impieghi differenti.

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