Trump, Google cambia tono: la frase che fa discutere
Dal comizio in Kentucky arriva un commento volgare del presidente sui rapporti con Google e sul diverso atteggiamento rispetto al primo mandato.
Il rapporto tra Donald Trump e i colossi tecnologici statunitensi torna al centro dell’attenzione dopo una battuta pronunciata dal presidente americano durante un comizio. L’intervento, tenuto il 17 ottobre a Highland Heights, in Kentucky, ha riguardato anche Google Maps e il presunto cambio di atteggiamento dell’azienda nei suoi confronti.
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Il confronto tra ieri e oggi
Trump ha messo a paragone il primo mandato con l’attuale fase politica, sostenendo che in passato Google fosse molto meno disponibile nei suoi confronti. La frase, dai toni espliciti, è stata questa: «Durante il mio primo mandato Google non avrebbe nemmeno risposto a una mia telefonata. Adesso mi leccano il culo».
Il riferimento lascia intendere, secondo la ricostruzione fatta dallo stesso presidente, che i rapporti con il gruppo tecnologico siano oggi più favorevoli. Nel testo disponibile, tuttavia, non vengono forniti ulteriori dettagli sul motivo per cui Trump abbia chiamato in causa proprio Google Maps.
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Big Tech e Casa Bianca
I rapporti tra l’amministrazione Trump e le principali società della tecnologia americana rappresentano uno dei dossier più delicati del suo secondo mandato. A pesare sono i contatti con i dirigenti della Silicon Valley, le donazioni e alcune decisioni controverse, elementi che hanno alimentato il dibattito sul confine tra collaborazione istituzionale e ricerca di consenso politico.
La dichiarazione del presidente si inserisce in questo quadro e ha attirato l’attenzione soprattutto per il linguaggio utilizzato. Il contenuto del comizio, per come è stato riportato, evidenzia la soddisfazione di Trump per il presunto mutamento nei rapporti con Google, senza però chiarire quali iniziative concrete abbiano prodotto tale avvicinamento.
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