Google Maps, la memoria nascosta: cosa conserva e come fermarla
Dalla cronologia degli spostamenti ai luoghi riconosciuti negli screenshot, ecco quali dati possono restare associati all’uso dell’app e dove controllarli
Arrivare a destinazione non significa necessariamente che Google Maps smetta di registrare informazioni. In base alle impostazioni scelte, il servizio può conservare ricerche, soste, spostamenti e persino i nomi dei luoghi individuati nelle immagini acquisite dallo schermo. La maggior parte di questi dati rimane visibile soltanto all’utente e a Google, mentre le recensioni pubblicate sono collegate a un profilo accessibile anche agli altri.
Per questo vale la pena verificare periodicamente le opzioni dell’app. Google sta inoltre modificando proprio in questo periodo alcune impostazioni legate alla gestione della posizione, rendendo ancora più importante sapere dove intervenire.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
La posizione resta anche senza Maps
Chi aveva attivato in passato la cronologia delle posizioni potrebbe avere ancora abilitata la funzione oggi chiamata Timeline. Quando è operativa, il telefono può memorizzare a intervalli regolari la posizione precisa anche con Google Maps chiuso.
Per ricostruire il percorso vengono utilizzati il GPS, le reti Wi-Fi presenti nelle vicinanze e altri sensori del dispositivo. In questo modo possono essere registrate le tappe della giornata, il tempo trascorso in ciascun luogo e il mezzo utilizzato, per esempio un’auto o gli spostamenti a piedi.
I dati ora sono soprattutto sul telefono
Secondo Google, le informazioni di Timeline vengono conservate sul dispositivo e non sui suoi server. L’eventuale copia di sicurezza nella nube non è automatica: l’utente può scegliere se attivarla e, in quel caso, il backup viene protetto tramite cifratura.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
La gestione della funzione non è identica su tutti gli apparecchi. Su iPhone, infatti, la raccolta può avvenire soltanto se almeno un’applicazione Google dispone dell’accesso alla posizione impostato su “Sempre” e se è consentito l’aggiornamento in background.
Dove controllare le autorizzazioni
Per verificare queste condizioni su iPhone bisogna aprire Impostazioni, entrare in Privacy e sicurezza e poi selezionare Localizzazione. Da quella schermata è possibile controllare quali applicazioni possono usare la posizione e con quale livello di autorizzazione.
La stessa revisione può aiutare a capire quali altre tracce siano state salvate: dalle ricerche effettuate nell’app ai luoghi individuati nelle schermate acquisite. Un controllo periodico permette di decidere quali funzioni mantenere attive e quali, invece, disabilitare.
Continua a leggere
Giochi AAA senza costi extra: la sorpresa nascosta in Prime Video
Amazon porta Luna nell’app di Prime Video, offrendo agli abbonati Prime l’accesso in streaming a numerosi videogiochi direttamente dal divano.
Trump, Google cambia tono: la frase che fa discutere
Dal comizio in Kentucky arriva un commento volgare del presidente sui rapporti con Google e sul diverso atteggiamento rispetto al primo mandato.
Google Foto, lo spazio finisce in fretta: la prima impostazione da cambiare
I 15 GB gratuiti sono condivisi tra più servizi Google: disattivare il salvataggio automatico delle schermate può evitare di accumulare file inutili.
Vela Maps: mappe e itinerari senza passare da Google
Il navigatore gratuito e a codice aperto consente di consultare mappe e organizzare percorsi su Android senza dover utilizzare un account Google.