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Tecnologia 1 min di lettura1 ora fa

TikTok, l’Europa valuta il modello Usa: svolta o ipotesi

Una proposta ancora teorica riapre il dibattito sulla possibilità di sottrarre TikTok al controllo cinese di ByteDance anche nel mercato europeo.

La separazione di TikTok dalla società cinese ByteDance, già adottata come modello negli Stati Uniti, potrebbe diventare un tema anche in Europa. Al momento, però, non esiste un piano concreto: il dibattito nasce da un’iniziativa privata emersa soltanto ora e non da una decisione delle istituzioni europee.

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L’ipotesi arriva da Axel Springer

A rilanciare l’idea sarebbe stato Mathias Döpfner, amministratore delegato e comproprietario di Axel Springer. Diversi mesi fa avrebbe sottoposto la proposta a Charles Kushner, ambasciatore statunitense in Francia e padre di Jared Kushner, marito di Ivanka Trump.

La notizia della conversazione è diventata pubblica grazie a un articolo del Financial Times. In seguito, i portavoce di Axel Springer hanno diffuso una nota nella quale il gruppo si è mostrato favorevole, pur senza confermare in modo esplicito tutti i dettagli del colloquio.

Axel Springer è il gruppo editoriale che controlla, tra le altre, Politico, Business Insider e The Telegraph. La sua posizione non equivale comunque all’avvio di una trattativa né alla presentazione di un progetto operativo per il mercato europeo.

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Döpfner accusa TikTok sui contenuti estremisti

Döpfner critica da tempo la piattaforma e considera positiva la strada intrapresa dagli Stati Uniti. A maggio, durante un intervento al Congresso ebraico mondiale di Ginevra, aveva descritto TikTok come «una delle macchine di propaganda più pericolose» per la circolazione di materiale estremista.

Nella stessa occasione aveva sollecitato un’azione più coordinata contro l’antisemitismo sui social network. Il dirigente aveva inoltre sostenuto che anche l’Europa avrebbe dovuto prendere in considerazione il modello americano, arrivando a trasferire TikTok a proprietari non cinesi.

Per ora, dunque, il tema resta sul piano delle dichiarazioni e delle ipotesi. Le discussioni degli ultimi due giorni dipendono dalla pubblicazione della proposta, non da una scelta già compiuta dall’Unione europea o dai governi dei suoi Stati membri.

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