Sugar tax, l’allarme delle imprese: oltre 1 miliardo di investimenti fermo
A Roma Assobibe e Confindustria hanno rilanciato la richiesta di cancellare la tassa, sostenendo che rinvii e incertezza pesano su investimenti, occupazione e filiera.
La riduzione degli zuccheri nel comparto delle bibite è già cominciata da anni, senza aspettare un intervento delle norme. Le aziende, infatti, hanno tagliato del 44% lo zucchero immesso in consumo e le varianti senza zucchero hanno registrato una crescita 7,5 volte superiore rispetto alle versioni regular.
A questo percorso si è aggiunto a luglio il protocollo d’intesa firmato da Assobibe e ministero della Salute, che punta su monitoraggio dei consumi, informazione ai consumatori, contenuto calorico e marketing responsabile verso i più giovani. Per i promotori del dialogo, è questa la strada più efficace per accompagnare il cambiamento.
La richiesta: chiudere la partita con la tassa
Intanto il settore torna a premere sulle istituzioni per ottenere una decisione definitiva sulla Sugar tax. A Roma, durante l’incontro “Investire nella crescita: perché superare la Sugar tax e nuove tasse”, Assobibe ha sostenuto che l’incertezza collegata alla misura sta congelando oltre 1 miliardo di euro di investimenti.
Nel dibattito, aperto dai saluti di Giangiacomo Pierini, sono intervenuti rappresentanti del mondo politico, delle imprese e dei centri studi. Il presidente di Assobibe ha parlato di una tassa rimasta per quasi sette anni in una sorta di limbo e ha chiesto che non venga concessa un’ulteriore proroga, ma la sua cancellazione.
Politica e imprese: il fronte comune
Dal confronto è arrivato un messaggio quasi unanime: una tassa di questo tipo viene considerata dannosa per un settore ritenuto strategico e per i posti di lavoro collegati alla filiera. I partecipanti hanno insistito sul fatto che la politica industriale abbia bisogno di regole stabili, non di rinvii ripetuti che aumentano l’incertezza.
Nel corso della tavola rotonda, con Marco Osnato, Raffaele Nevi, Mario Turco e un contributo di Silvia Fregolent, è stato anche ricordato che l’obiettivo sanitario iniziale avrebbe già prodotto un effetto: spingere molte aziende a riformulare l’offerta. Da qui la convinzione che prevenzione, educazione alimentare e innovazione possano essere strumenti più utili della leva fiscale.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Le ragioni di chi chiede il rinvio
Tra gli interventi istituzionali, Giorgio Salvitti ha definito la Sugar tax un provvedimento ideologico e ha sostenuto che non esisterebbe un legame certo tra imposta e calo dei consumi. Ha anche osservato che la misura potrebbe persino tradursi in minori entrate Iva per lo Stato, mentre il lavoro sul consumo consapevole viene già portato avanti con iniziative nelle scuole.
Sandra Savino, invece, ha messo l’accento sulla necessità di condizioni stabili per le imprese e ha spiegato che il rinvio al 1° gennaio 2027 dovrebbe essere usato per arrivare a un superamento definitivo della tassa. Secondo la sottosegretaria, servono strumenti meno distorsivi e più adatti a conciliare salute pubblica e crescita.
Il nodo dei prossimi mesi
Il quadro economico citato durante l’evento è stato descritto come più complesso rispetto al passato: guerra nel Golfo, energia più cara, aumento di alcune materie prime, inflazione arrivata al 3,3% e due rialzi dei tassi di interesse da un quarto di punto ciascuno. A questo si aggiunge una revisione al rialzo delle stime sul 2026, salite intorno allo 0,8% dallo 0,5% di aprile.
Per Alessandro Fontana, direttore del Centro Studi Confindustria, in questa fase bisogna alleggerire la pressione su imprese e famiglie, anche eliminando Sugar e Plastic tax. Il messaggio finale emerso a Roma è che, in un contesto di costi alti e instabilità, una nuova imposta rischierebbe di pesare non solo sui produttori ma anche su consumatori, agricoltura e filiere collegate.
Continua a leggere
iPhone 18 Pro, cosa cambia davvero rispetto al 17 Pro
Il nuovo modello mantiene il design della generazione precedente ma interviene su prestazioni, temperature, fotocamere e velocità di ricarica.
Google sfida Bruxelles: Android e Search diventano terreno di scontro
Il gruppo Alphabet ricorre contro le misure europee che impongono più apertura su Android e l’accesso regolato ai dati di Google Search per i concorrenti dell’intelligenza artificiale.
iPhone 18 Pro, cambia il controllo video: il diaframma è manuale
Una spia segnala ora in modo immediato quando la registrazione è attiva, mentre un gesto con due dita permette di eliminare al volo i comandi dal mirino.
Dots, l’agente OpenAI che lavora da solo: cosa cambia in Italia
Il nuovo sistema può usare un computer nel cloud, collegarsi a migliaia di applicazioni e continuare le attività anche senza una supervisione costante.