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Tecnologia 2 min di lettura1 ora fa

Sei satelliti contro le tempeste solari: l’anticipo cercato dalla NASA

La missione SunRISE punta a riconoscere in anticipo i segnali radio delle particelle solari più pericolose per proteggere astronauti, satelliti e operazioni nello spazio.

Le onde radio generate dalle particelle accelerate nella corona del Sole potrebbero arrivare sulla Terra prima delle particelle energetiche associate agli eventi più violenti. Riuscire a intercettarle in tempo offrirebbe quindi un margine utile per valutare la traiettoria delle eruzioni e prepararsi ai loro effetti.


Un allarme prima dell’impatto

Le tempeste solari possono evolvere in tempi brevi e la previsione delle particelle più rischiose resta complessa. Un sistema capace di fornire indicazioni anticipate sarebbe importante per le missioni con equipaggio, per le apparecchiature in orbita e per le attività che dipendono dalle comunicazioni spaziali.

SunRISE nasce proprio con questo obiettivo: osservare le emissioni radio collegate all’accelerazione delle particelle nella parte esterna dell’atmosfera solare. I dati raccolti potrebbero aiutare a capire quali regioni dello spazio sono interessate e in quale direzione si stanno muovendo i fenomeni più intensi.


Sei occhi in orbita

La missione della NASA non si affiderà a un unico apparato di grandi dimensioni. Il progetto prevede sei satelliti compatti, ciascuno paragonabile per ingombro a un forno da cucina, che opereranno insieme trasformandosi di fatto in un solo osservatorio radio molto più esteso.

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Il metodo utilizzato è l’interferometria: antenne distinte registrano lo stesso segnale nello stesso momento e poi fondono le informazioni ottenute. La combinazione dei dati permette di raggiungere una capacità di osservazione simile a quella di uno strumento decisamente più grande, pur utilizzando veicoli spaziali di dimensioni contenute.


La missione attende il 2027

I sei elementi saranno collocati poco oltre l’orbita geostazionaria, a circa 35.000 chilometri dalla superficie terrestre. Da quella posizione potranno monitorare le emissioni radio solari senza dipendere dalla presenza di un singolo grande radiotelescopio.

Il decollo non è previsto prima della metà del 2027. SunRISE, acronimo di Sun Radio Interferometer Space Experiment, dovrà dunque attendere ancora prima di iniziare la raccolta coordinata dei segnali destinati a migliorare la comprensione delle tempeste solari.

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