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Tecnologia 2 min di lettura1 ora fa

RTX 4090 contraffatte: il falso è saldato come quello vero

Un tecnico ha smontato una scheda venduta come RTX 4090 guasta: dentro c’erano una GPU imitata e memoria GDDR6 al posto della GDDR6X.

L’origine di queste schede non è stata ancora accertata. Vik-On, tecnico russo specializzato nella riparazione delle GPU, ritiene possibile un coinvolgimento di una fabbrica cinese, ma non esistono conferme. Secondo la sua ricostruzione, il venditore avrebbe avuto altre cinque o sei unità dello stesso tipo.

Il problema non riguarda soltanto l’autenticità dei componenti, ma anche la possibilità concreta di recuperare l’hardware. Le schede venivano infatti proposte come RTX 4090 guaste da riparare, sebbene non potessero mai diventare vere RTX 4090 funzionanti.

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Una vendita che nascondeva il raggiro

Il cliente aveva pagato 30mila rubli, circa 320 euro, pensando di acquistare una scheda di fascia alta danneggiata ma potenzialmente riparabile. L’aspetto esterno sembrava coerente con quello del modello NVIDIA, rendendo difficile sospettare subito della contraffazione.

L’inganno era stato preparato con una cura insolita. Non si trattava di un semplice componente applicato sopra il circuito: il chip era stato fissato con una saldatura BGA, la stessa tecnica impiegata in fabbrica per montare una GPU autentica. Anche l’etichetta RTX 4090, le iscrizioni dei chip e il materiale attorno al processore erano stati riprodotti.


Il chip falso tradito dai dettagli

A un controllo rapido la scheda poteva quindi sembrare originale. L’analisi ravvicinata ha però fatto emergere variazioni nella tonalità del substrato, riflessi anomali sulla superficie e differenze nelle scritte, elementi quasi invisibili senza un’ispezione tecnica approfondita.

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La conferma è arrivata soltanto dopo la rimozione dell’involucro della GPU. L’area destinata ai contatti non corrispondeva a quella di un processore realmente operativo, mentre durante la pulizia la maschera di saldatura ha iniziato a rovinarsi. Vik-On ha inoltre ipotizzato che il circuito stampato potesse provenire da una RTX 3090 Ti, anziché da una RTX 4090.


Anche la memoria imitava l’originale

La falsificazione non si fermava al processore grafico. Una volta tolto uno dei moduli, i tecnici hanno scoperto una memoria GDDR6, mentre la RTX 4090 dovrebbe utilizzare chip GDDR6X.

Le marcature cercavano di riprodurre quelle dei moduli Micron autentici con tale precisione da mettere in difficoltà persino gli specialisti. Soltanto la rimozione dei componenti e l’esame dell’hardware hanno permesso di stabilire che la scheda non poteva offrire la configurazione promessa.

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