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Tecnologia 3 min di lettura5 giorni fa

Ranieri avvisa l’Italia: contro il Belgio servirà anche l’Olimpico

Il direttore tecnico azzurro chiede il sostegno dei tifosi e rilancia il progetto per riportare i bambini a giocare negli spazi pubblici.

La sfida con il Belgio non sarà affidata soltanto al lavoro della Nazionale: Claudio Ranieri ha chiesto all’Olimpico una spinta decisiva per accompagnare gli azzurri nella prima partita. Il direttore tecnico ha parlato a Roma, durante la presentazione dell’iniziativa della FIGC “Il calcio torna in piazza”, soffermandosi anche sulla crescita dei giovani e sulle difficoltà del movimento di base.


L’Olimpico può fare la differenza

Secondo Ranieri, il gruppo arriva all’appuntamento in buone condizioni, motivato e unito. Nel suo racconto, l’esperienza dei calciatori più maturi si combina con l’entusiasmo dei ragazzi più giovani: i primi indicano la direzione, mentre i secondi portano leggerezza all’interno dello spogliatoio.

L’auspicio è che la squadra affronti la gara con equilibrio e senza tensioni, sostenuta dal pubblico. “Abbiamo bisogno di loro, da soli non ce la facciamo”, ha detto Ranieri parlando del confronto con il Belgio e del ruolo dei tifosi presenti allo stadio.


Il calcio di strada da rilanciare

Il dirigente azzurro ha poi spiegato di non occuparsi personalmente dell’osservazione dei talenti: questo compito è affidato a una rete di osservatori che aggiorna lo staff sulle varie fasce d’età. Il lavoro del settore giovanile, ha sottolineato, procede anche se dall’esterno è visibile soprattutto ciò che accade con la prima squadra.

Il progetto presentato a Roma punta a restituire ai bambini luoghi accessibili in cui giocare liberamente. Ranieri ha ricordato la propria esperienza nelle piazze e negli oratori e ha espresso il desiderio che i più piccoli possano allontanarsi dagli schermi: “Oggi i bambini sono distratti da molte cose, hanno la PlayStation, io vorrei che giocassero in strada”.


Più risorse per chi forma i ragazzi

L’ex allenatore ha annunciato che parlerà di questi temi anche in Senato, dopo essere stato invitato a intervenire. A suo giudizio, la fascia compresa tra i 5 e i 12-13 anni richiede un’attenzione speciale, con istruttori e docenti meglio preparati e compensi più adeguati per chi lavora con i bambini.

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Ranieri ha ricordato inoltre una riflessione di Boskov sull’importanza di pagare meglio gli allenatori impegnati con i giovani. Un altro passaggio delicato arriva tra i 18 e i 19 anni, quando i calciatori devono riuscire a compiere il salto di qualità; alcuni, ha osservato, trovano poi spazio in club stranieri.


Programmazione senza attendere la FIGC

L’incertezza ai vertici federali, ha assicurato Ranieri, non modifica il percorso intrapreso. Il direttore tecnico ha chiarito di voler restare concentrato sul lavoro quotidiano e sulle esigenze del campo, lasciando agli altri le decisioni di loro competenza.

Quanto all’emozione per l’avvio del nuovo ciclo, Ranieri ha spiegato di vivere l’appuntamento in modo defilato. Ha invece indicato Mancini come particolarmente coinvolto e desideroso di partire bene, perché l’inizio può avere conseguenze sull’intero settore.


Il lavoro sui giocatori indecisi

In chiusura, Ranieri ha raccontato di aver dialogato con alcuni ragazzi che stavano valutando se scegliere l’Italia oppure un’altra rappresentativa nazionale. Ha parlato con tutti quelli coinvolti e ha accolto con soddisfazione la decisione di diversi di loro di unirsi agli azzurri, ringraziando Roberto per avergli dato la possibilità di confrontarsi con il gruppo.

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