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Tecnologia 1 min di lettura23 set

Qualcomm spinge gli smartphone oltre le app: arriva la tecnologia HBC

L’azienda prepara un salto pensato per modelli e agenti AI, con un possibile primo assaggio all’MWC e una piattaforma già usata nei datacenter.

Gli smartphone di oggi nascono per gestire applicazioni, non per sostenere modelli e agenti avanzati. È su questo limite che Qualcomm sta cercando di intervenire, portando sui telefoni una tecnologia finora legata ai datacenter: HBC.

La novità, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbe aprire la strada a dispositivi più adatti ai carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale. Un primo prototipo potrebbe essere mostrato all’MWC, offrendo un’anteprima concreta di questa direzione.


Dal datacenter al telefono

Qualcomm vuole trasferire sugli smartphone una soluzione già pensata per ambienti molto più potenti. HBC, infatti, è una tecnologia nata per contesti in cui modelli e agenti vengono eseguiti con esigenze di calcolo superiori a quelle dei telefoni attuali.

L’idea è superare l’impostazione tradizionale dei dispositivi mobili, che oggi restano ottimizzati soprattutto per le app. Se il progetto andrà avanti, i produttori potrebbero avere a disposizione un nuovo punto di partenza per integrare funzioni AI più complesse direttamente negli smartphone.

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L’MWC come primo banco di prova

Il passaggio più concreto potrebbe arrivare proprio all’MWC, dove Qualcomm potrebbe presentare un prototipo. Per ora non si parla di un lancio commerciale, ma di un assaggio utile a mostrare come la tecnologia possa funzionare su un telefono.

Resta quindi da capire tempi e sviluppi della novità, ma il segnale è chiaro: l’azienda sta provando a spostare parte dell’infrastruttura tipica dei datacenter dentro i dispositivi che usiamo ogni giorno.

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