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Tecnologia 2 min di lettura2 ott

Polizze e clima, la svolta: prevenire vale più del risarcimento

L’instabilità meteorologica costringe assicuratori e investitori a misurare in anticipo i pericoli per strutture, territori e progetti ancora da realizzare.

Chi saprà adeguarsi più rapidamente alla nuova realtà climatica avrà maggiori possibilità di proteggere gli investimenti e renderli sostenibili nel tempo. È questa, secondo Piergiorgio Vella di WTW, la direzione imposta dall’aumento dell’instabilità meteorologica: non basta più intervenire dopo un danno, occorre stimare prima ciò che potrebbe accadere.


Il rischio si misura prima dei danni

La quantificazione del pericolo diventa quindi il passaggio decisivo. Analizzare la probabilità che un territorio, un ecosistema o un’infrastruttura siano colpiti da un fenomeno atmosferico permette di delineare scenari plausibili e di concentrare le risorse negli interventi più urgenti.

Questa impostazione riguarda sia i beni già esistenti sia le opere ancora sulla carta. Per un investimento, infatti, la valutazione climatica può incidere sulla fattibilità del progetto, sui tempi di rientro del capitale e sulle condizioni della copertura assicurativa.


Alberghi e lidi sotto pressione

Un albergo o uno stabilimento balneare può essere stato progettato sulla base di condizioni ambientali considerate stabili. Temperature più elevate e fenomeni meteorologici meno prevedibili mettono però in discussione quei parametri, modificando il livello di esposizione della struttura.

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Il problema non è soltanto l’eventuale distruzione provocata da un evento estremo. Se il caldo riduce l’afflusso dei turisti, anche i ricavi possono diminuire e il proprietario perde certezze sulla velocità con cui recupererà il capitale investito.


Dai Caraibi ai nuovi criteri

Gli uragani nei Caraibi rappresentano uno degli esempi che rendono evidente la necessità di considerare con attenzione la pericolosità dei luoghi. La valutazione preventiva serve a capire dove un evento potrebbe produrre gli effetti più gravi e quali misure possano limitarne le conseguenze.

La crisi climatica, dunque, non modifica soltanto temperature e frequenza degli episodi estremi. Cambia anche il modo in cui le compagnie determinano il rischio e costruiscono le polizze, spostando il baricentro dalla semplice riparazione del danno alla sua possibile prevenzione.

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