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Tecnologia 2 min di lettura1 ora fa

Centri dati, la natura può renderli più accettabili

L’espansione dell’intelligenza artificiale alimenta strutture sempre più imponenti, ma alberi, giardini e ripristino ambientale potrebbero ridurne l’impatto sui territori.

Il tema non riguarda più soltanto la tecnologia: l’arrivo di grandi centri dati sta modificando il rapporto tra infrastrutture digitali e territorio. Rumore, traffico, consumo di energia e di suolo, illuminazione notturna e riduzione delle aree verdi stanno alimentando la contrarietà delle comunità locali, soprattutto dove i nuovi impianti diventano difficili da nascondere.

In Italia il fenomeno appare ancora gestibile, ma non mancano segnali di tensione. In Piemonte, per esempio, la mobilitazione dei residenti ha portato la Regione a fermare una serie di progetti.


L’intelligenza artificiale amplia il problema

La crescita dei sistemi di intelligenza artificiale richiede un numero sempre maggiore di server, oltre a enormi quantità di energia e nuove infrastrutture. Il risultato è la costruzione di centri dati più grandi e più visibili, con conseguenze che vanno oltre il semplice impatto paesaggistico.

Attorno a questi edifici si concentrano infatti diverse criticità: il passaggio dei veicoli, il rumore costante generato dai server e dai generatori, l’illuminazione e la trasformazione di superfici naturali. Per questo, in alcune aree, l’opposizione non si limita a contestare il consumo energetico, ma investe l’intero modello di sviluppo del territorio.


Microsoft guarda agli ecosistemi

Una possibile risposta arriva dalla biomimetica, approccio che prende ispirazione dai meccanismi della natura per progettare tecnologie e strutture. Microsoft intende applicare questo principio ai propri centri dati, cercando di integrarli maggiormente nell’ambiente circostante invece di considerarli come elementi separati dal paesaggio.

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Il progetto prevede l’impiego di alberi autoctoni, la realizzazione di giardini dedicati agli impollinatori, la presenza di nuove aree verdi e interventi destinati a recuperare gli ecosistemi. L’obiettivo non sarebbe quindi soltanto rendere meno evidente la presenza degli edifici, ma inserire parte dell’infrastruttura in un contesto naturale più curato.


Verde contro rumore e impatto visivo

La vegetazione potrebbe offrire anche vantaggi pratici. Le fasce verdi disposte intorno agli edifici contribuirebbero ad attenuare una parte del rumore prodotto dagli impianti e a schermare la vista delle strutture, spesso caratterizzate da dimensioni molto imponenti.

Resterebbe comunque il problema di fondo: alberi e giardini non eliminano il consumo di energia, il traffico o l’occupazione del suolo. Possono però ridurre la pressione visiva e acustica sui quartieri vicini, rendendo forse più compatibile la presenza dei centri dati con i luoghi che li ospitano.

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