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Tecnologia 2 min di lettura1 ora fa

Meta prepara Muse: l’AI arriva su gadget fai-da-te e televisori

Il progetto a codice aperto di Meta offre strumenti per portare l’agente Muse su dispositivi costruiti con Raspberry Pi, ESP32 e altri componenti elettronici.

Non più soltanto smartphone o occhiali intelligenti: Meta sta studiando un modo per distribuire il proprio agente di intelligenza artificiale su una vasta gamma di oggetti costruiti dagli utenti. Il progetto si chiama Muse Gadgets e punta a coinvolgere sviluppatori e appassionati nella creazione di dispositivi personalizzati.


Muse si apre all’hardware personalizzato

Meta ha reso disponibili un firmware a codice aperto e un kit di sviluppo destinato a Linux. L’obiettivo è consentire l’integrazione di Muse in apparecchi realizzati con piattaforme molto diffuse nel mondo della progettazione elettronica amatoriale e professionale.

Tra le schede compatibili vengono indicate Raspberry Pi ed ESP32, entrambe economiche e facilmente collegabili a numerosi componenti. Schermi, pulsanti, sensori e motori possono così diventare elementi di un dispositivo capace di comunicare direttamente con l’agente di Meta.


Dallo schermo a inchiostro alla tv

Le applicazioni ipotizzate mostrano quanto ampia possa essere la direzione presa dal progetto. Un esempio riguarda un apparecchio compatto dotato di schermo a inchiostro elettronico a colori, pensato per offrire un’interfaccia semplice e a basso consumo.

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Un’altra possibilità è una chiavetta HDMI in grado di portare Muse direttamente sul televisore. In questo scenario, l’agente di intelligenza artificiale non sarebbe legato a un prodotto realizzato interamente da Meta, ma potrebbe essere inserito in soluzioni costruite e adattate dagli stessi utenti.


Dopo Charm, una strategia più ampia

Muse Gadgets arriva dopo la presentazione di Charm, il dispositivo di piccole dimensioni mostrato da Meta. Il nuovo progetto sembra ampliare quella direzione, spostando l’attenzione dal singolo prodotto a un insieme di strumenti destinati a chi vuole progettare hardware personalizzato.

La disponibilità del firmware e del kit per Linux lascia agli sviluppatori un ruolo centrale. Saranno loro, attraverso schede e componenti già accessibili, a sperimentare nuovi modi per portare l’agente Muse dentro oggetti d’uso quotidiano o dispositivi costruiti su misura.

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