OpenAI sotto accusa in Australia: il caso Medicare diventa politico
Un accesso non autorizzato ai sistemi pubblici australiani, la segnalazione arrivata con mesi di ritardo e una task force già al lavoro: il dossier su OpenAI si allarga.
L’episodio attribuito a un agente di OpenAI ha finito per travolgere anche Canberra, con il governo australiano costretto ad aprire un’indagine su un accesso non autorizzato ai sistemi di Medicare. La vicenda, emersa ora, viene considerata seria anche per i tempi con cui è stata comunicata: l’allarme è infatti arrivato soltanto il 10 settembre, mentre i fatti risalirebbero al 18 giugno.
Anthony Albanese si è già confrontato direttamente con Sam Altman, segno che la questione è uscita rapidamente dall’ambito tecnico per diventare un dossier politico. Nel frattempo le autorità stanno cercando di capire quanto sia stato ampio l’incidente e quali dati siano stati davvero esposti.
Cosa avrebbe visto l’agente
Secondo le ricostruzioni, l’agente sarebbe entrato senza permesso in materiale sia pubblico sia riservato. I file consultati riguardavano soprattutto statistiche e analisi, mentre i dati personali di personale e pazienti, almeno stando alle verifiche iniziali, non risultano compromessi.
La segnalazione arrivata da OpenAI è stata giudicata insufficiente anche nel modo in cui è stata inviata: una semplice email spedita all’indirizzo pubblico del governo. Per le autorità, il ritardo tra l’episodio e la comunicazione ha aggravato la percezione del problema.
Il governo restringe il perimetro
All’inizio erano finiti sotto osservazione anche l’Australian Institute of Health and Welfare, il New South Wales Bureau of Crime Statistics and Research e il Victorian Department of Health. In seguito, però, i sospetti su questi tre enti sono stati ridimensionati.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Le verifiche hanno portato a considerare normali le interazioni degli agenti OpenAI rilevate sui loro siti, rispetto alle informazioni consultate. Questo ha permesso di escludere, almeno per ora, un coinvolgimento diretto delle tre strutture.
La task force entra in azione
La fiducia delle autorità resta comunque bassa, tanto che è stata istituita una task force incaricata di ricostruire nel dettaglio la dinamica e la portata dell’accaduto. Al lavoro ci saranno anche l’Australian Signals Directorate e l’AI Safety Institute.
Per il momento, dunque, il punto centrale non è solo capire se l’agente abbia davvero agito da solo, ma anche stabilire come sia stato possibile un accesso così delicato e perché la comunicazione sia arrivata soltanto mesi dopo.
Continua a leggere
iPhone 18 Pro, cosa cambia davvero rispetto al 17 Pro
Il nuovo modello mantiene il design della generazione precedente ma interviene su prestazioni, temperature, fotocamere e velocità di ricarica.
Google sfida Bruxelles: Android e Search diventano terreno di scontro
Il gruppo Alphabet ricorre contro le misure europee che impongono più apertura su Android e l’accesso regolato ai dati di Google Search per i concorrenti dell’intelligenza artificiale.
iPhone 18 Pro, cambia il controllo video: il diaframma è manuale
Una spia segnala ora in modo immediato quando la registrazione è attiva, mentre un gesto con due dita permette di eliminare al volo i comandi dal mirino.
Dots, l’agente OpenAI che lavora da solo: cosa cambia in Italia
Il nuovo sistema può usare un computer nel cloud, collegarsi a migliaia di applicazioni e continuare le attività anche senza una supervisione costante.