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Tecnologia 2 min di lettura5 giorni fa

Nintendo ottiene 4,5 milioni: chiude il caso contro Archbox

James Williams, noto come Archbox, non si è difeso in aula e il tribunale dello Stato di Washington ha accolto integralmente la richiesta di Nintendo, imponendogli anche lo stop ai negozi collegati alla pirateria su Switch.

Nintendo ha chiuso con un successo pieno la battaglia legale contro James Williams, conosciuto in rete come Archbox: al centro della decisione ci sono 4,5 milioni di dollari e l’ordine di fermare gli shop online che, secondo l’azienda, diffondevano copie non autorizzate per Switch. La causa era partita nel giugno 2024 davanti a un giudice federale dello Stato di Washington, ma l’imputato non ha mai preso parte al procedimento.


La sentenza arriva senza difesa

Il dossier si è chiuso con una pronuncia in contumacia, dopo che già nel novembre 2024 il tribunale aveva annotato ufficialmente l’assenza di Williams. Nintendo aveva poi quantificato il danno richiesto in 4,5 milioni nell’ottobre 2025, importo che ora è stato riconosciuto per intero.

Oltre al risarcimento, Williams dovrà spegnere tutti i punti vendita digitali sotto il suo controllo. Nelle carte depositate, Nintendo lo indica come una figura centrale in una rete di “Pirate Shops”, piattaforme che offrivano intere raccolte di giochi scaricabili senza licenza.


Come Nintendo è risalita ad Archbox

Un passaggio curioso della vicenda riguarda l’identificazione dell’uomo. Secondo quanto ricostruito da Nintendo, i primi indizi sarebbero arrivati dalle attività di Williams su Reddit; da lì la società avrebbe collegato quei segnali a un profilo Nintendo usato per aprire una richiesta di assistenza tecnica per un prodotto hardware.

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Da quella procedura sarebbero emersi anche i dati utili a risalire al suo indirizzo, poi impiegato per restituirgli il dispositivo riparato poco prima dell’invio della diffida che ha preceduto il ricorso in tribunale. Lo stesso Williams, stando alla denuncia, sarebbe stato anche moderatore del subreddit r/SwitchPirates.


La linea dura di Nintendo contro la pirateria

Il verdetto contro Archbox si inserisce in una strategia più ampia portata avanti da Nintendo da tempo. Nel 2024 la società aveva avviato un’altra azione legale contro Modded Hardware, azienda che proponeva accessori per alterare le console e consentire l’avvio di copie illegali dei giochi.

A settembre è arrivata anche una decisione nei Paesi Bassi: il tribunale distrettuale dell’Aia ha vietato la commercializzazione di alcuni dispositivi usati per superare le protezioni di Switch e avviare software non autorizzato. In quell’occasione Nintendo ha rinnovato l’invito agli utenti a non ricorrere a strumenti o programmi pensati per aggirare i sistemi di sicurezza delle sue console.

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