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Tecnologia 2 min di lettura56 min fa

Google contro Bruxelles: il nodo dati e sicurezza su Android

L’azienda ha impugnato due obblighi europei: più apertura del sistema operativo ai rivali di Gemini e accesso ai dati di Google Search.

Google ha scelto la via giudiziaria per opporsi a due prescrizioni della Commissione europea legate al funzionamento di Android e Google Search. Il ricorso è stato depositato davanti al Tribunale dell’Unione Europea e riguarda gli obblighi introdotti nell’ambito del Digital Markets Act, la normativa che impone vincoli più severi alle grandi piattaforme digitali.


Android diventa il primo terreno di scontro

Uno dei provvedimenti chiede a Google di rendere più accessibili alcune funzioni dei dispositivi Android ai servizi di intelligenza artificiale concorrenti. L’obiettivo indicato da Bruxelles è consentire a questi operatori di competere con Gemini senza trovarsi in una condizione di partenza sfavorevole.

L’azienda, però, ritiene che le modifiche richieste possano avere conseguenze sulla protezione degli utenti. Oliver Bethell, responsabile della concorrenza per Google, ha sostenuto che le disposizioni rischiano di «indebolire alcune protezioni di sicurezza». La scadenza fissata per gli interventi sul sistema operativo è luglio 2027.


I dati di ricerca al centro del ricorso

La seconda contestazione riguarda Google Search. La Commissione vuole che alcuni motori di ricerca alternativi, inclusi servizi basati su assistenti conversazionali, possano ottenere l’accesso a una parte dei dati prodotti dal motore di Google.

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Secondo le autorità europee, queste informazioni potrebbero permettere ai concorrenti di perfezionare i propri strumenti e accorciare il distacco accumulato nel tempo. Bethell ha criticato anche questo obbligo, affermando che Google potrebbe essere costretta a mettere a disposizione la cronologia delle ricerche senza garanzie di anonimizzazione ritenute sufficienti dall’azienda. Per la condivisione dei dati il termine indicato da Bruxelles è gennaio 2027.


Il rischio di multe resta elevato

Alphabet figura tra le piattaforme individuate dall’Unione Europea come soggetti di particolare rilevanza nel mercato digitale. A queste società il Digital Markets Act impone, tra gli altri obblighi, una maggiore compatibilità con i servizi esterni e il divieto di privilegiare sistematicamente le proprie applicazioni rispetto alle alternative.

La normativa prevede conseguenze economiche rilevanti in caso di inosservanza. Una violazione può portare a una sanzione pari al 10% dei ricavi mondiali annui, percentuale che può arrivare al 20% se l’infrazione si ripete. Sono inoltre possibili penalità giornaliere fino al 5% del fatturato medio quotidiano.

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