Neurable One, il cervello sotto controllo: cosa misurano le nuove cuffie
I sensori EEG integrati promettono di individuare cali di attenzione, stanchezza mentale e altri segnali legati alle prestazioni cognitive durante la giornata.
Neurable ha realizzato One senza il contributo di Master & Dynamic, l’azienda con cui aveva sviluppato in precedenza le MW75 Neuro e Neuro LT. Il nuovo dispositivo rappresenta quindi un progetto interamente sviluppato dalla società specializzata nel monitoraggio dell’attività cerebrale.
Un progetto nato senza partner audio
La collaborazione precedente aveva portato all’integrazione della tecnologia EEG in prodotti audio già esistenti. Con Neurable One, invece, l’azienda ha scelto di occuparsi direttamente dell’intero sviluppo, distinguendo il nuovo modello dalle cuffie nate insieme a Master & Dynamic.
Il dispositivo è pensato per essere indossato durante le normali attività quotidiane. L’obiettivo non è trasformare l’ascolto in un esame medico, ma raccogliere segnali utili per stimare il modo in cui cambiano attenzione e rendimento mentale nel corso della giornata.
I segnali che arrivano dal cervello
All’interno delle cuffie sono presenti sensori EEG, capaci di rilevare l’attività elettrica cerebrale mentre il prodotto viene utilizzato. I dati raccolti dovrebbero consentire di riconoscere variazioni nella concentrazione e di segnalare i momenti in cui una pausa potrebbe aiutare a recuperare energie.
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La tecnologia non consente di leggere i pensieri. Secondo la descrizione del prodotto, il suo compito è piuttosto individuare pattern associati a distrazione, affaticamento o riduzione dell’attenzione, offrendo indicazioni sul possibile calo delle prestazioni.
Dalla concentrazione all’età cerebrale
Tra i parametri presi in considerazione c’è anche la frequenza alfa di picco, un indicatore collegato all’attività del cervello. Neurable la utilizza insieme agli altri dati per elaborare stime sulla velocità di elaborazione mentale e sugli effetti che il sonno può avere sulle capacità cognitive.
Il sistema punta inoltre a calcolare quella che l’azienda definisce «età cerebrale». Si tratta di una metrica costruita a partire dai segnali rilevati dalle cuffie, non di una lettura diretta dei pensieri né di una diagnosi clinica.
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