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Milano-Meda, il video finisce con l’espulsione: rimpatriato 351Bratan

Nicolae Novac, identificato dopo il blocco della superstrada per un videoclip, ha perso il permesso di soggiorno ed è stato riportato in Moldavia.

Il caso della Milano-Meda si è chiuso con l’allontanamento dall’Italia di Nicolae Novac, il trapper conosciuto come 351Bratan. Il giovane moldavo è stato rimpatriato dopo che un gruppo di motorini aveva fermato il traffico per consentire le riprese di un videoclip non autorizzato.

L’episodio, avvenuto il 18 settembre all’altezza di viale Rubicone, aveva provocato forti rallentamenti durante un momento di particolare afflusso. Le immagini diffuse sui social hanno contribuito a ricostruire i fatti e a individuare il cantante, insieme alle altre persone coinvolte nella realizzazione del video.


Il provvedimento deciso dal Viminale

Matteo Piantedosi ha comunicato sui social l’esito dell’intervento. Al trapper è stato revocato il permesso di soggiorno per motivi legati alla pericolosità sociale e, successivamente, è stato imbarcato su un volo diretto in Moldavia.

“In considerazione della sua pericolosità sociale, gli è stato revocato il permesso di soggiorno ed è stato imbarcato sul primo volo diretto nel suo Paese di origine”, ha scritto il ministro dell’Interno. Le indagini hanno utilizzato anche i contenuti pubblicati sui diversi profili online, rendendo possibile l’identificazione del responsabile.


La protesta politica dopo il blocco

La vicenda ha suscitato reazioni politiche, anche per i rischi creati agli automobilisti in transito. Carmelo Burgio, candidato sindaco di Milano per Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, aveva definito l’accaduto “inaccettabile”.

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Anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha criticato la scelta di interrompere la circolazione su una delle principali vie di accesso e uscita dal capoluogo. Nel suo intervento ha giudicato positivo il provvedimento del ministero e ha sostenuto che, davanti a comportamenti capaci di mettere in pericolo gli altri, la risposta dovesse essere il rimpatrio.


La difesa annuncia il ricorso

Matteo Politano, avvocato di 351Bratan, ha annunciato l’intenzione di rivolgersi al Tar. Secondo la difesa, l’espulsione sarebbe una misura eccessiva rispetto a quanto accaduto.

Il legale ritiene inoltre che la decisione possa essere stata influenzata dalla grande attenzione ottenuta dall’episodio sui social e sui media. La ricostruzione della difesa si contrappone quindi alla valutazione del Viminale, che ha motivato la revoca del permesso con ragioni di sicurezza sociale.

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