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Tecnologia 3 min di lettura24 set

Meta cambia rotta: occhiali AI, display e addio al solo metaverso

Al Connect 2026 emergono una strategia più centrata sull’IA, nuovi occhiali senza camera, i Ray-Ban con schermo nella lente e il debutto italiano dei modelli Display.

Il display da 600 per 600 pixel nella lente destra è il dettaglio che rende più chiara la nuova scommessa di Meta: non solo vedere contenuti, ma portarli davanti agli occhi senza tirare fuori il telefono. Nei nuovi Ray-Ban Display, infatti, le indicazioni di navigazione e le risposte dell’assistente compaiono nel campo visivo, mentre il controllo passa al Meta Neural Band, il braccialetto che legge i segnali dei muscoli della mano.

Durante la prova il sistema rispondeva a gesti minimi, come lo scorrimento del pollice sull’indice per muoversi nei menu o il tocco tra le dita per confermare una scelta. L’idea è quella di trasformare un accessorio da polso in un telecomando quasi invisibile, ma per Meta resta da verificare quanto tutto ciò sia immediato nell’uso di tutti i giorni.


L’IA sale al centro, il metaverso arretra

Il quadro emerso al Meta Connect 2026 racconta anche un cambio di priorità più ampio. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg continua a investire in hardware per realtà virtuale e aumentata, ma la spinta principale si è spostata verso l’intelligenza artificiale, con i Superintelligence Labs affidati ad Alexandr Wang sempre più in primo piano.

In questo scenario gli occhiali diventano il punto d’incontro tra le due direttrici. Meta li sviluppa da anni insieme a EssilorLuxottica, e i Ray-Ban Meta Wayfarer sono stati il modello che ha superato la fase sperimentale, arrivando a una diffusione molto più larga rispetto ai primi tentativi del settore.

Gli altoparlanti e i microfoni integrati permettono di ascoltare musica, fare chiamate e parlare con l’IA in modo naturale. La fotocamera, invece, apre agli algoritmi una finestra su ciò che l’utente sta guardando, così da ricevere informazioni in tempo reale su oggetti e ambienti inquadrati.


Senza camera e con più privacy

Proprio la presenza della videocamera resta il nodo più delicato. Chi viene ripreso potrebbe non accorgersi subito di un comando vocale o di una pressione sul piccolo pulsante dell’asta, e il LED di segnalazione vicino alla lente può risultare poco evidente da lontano o sotto luce forte.

Per questo Meta ha presentato anche i Ray-Ban Meta Audio, il primo modello della nuova linea privo di fotocamera. Restano audio, microfoni e accesso all’assistente, ma scompare la componente video, rendendo più semplice usare gli occhiali in contesti come riunioni, locali o conversazioni faccia a faccia.

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La società li propone come una soluzione più leggera e discreta: 43 grammi, aste regolabili, naselli sostituibili e un’autonomia dichiarata di 12 ore, che sale a 48 ore grazie alla custodia. Le due versioni disponibili sono Clubmaster e Burbank, con 23 combinazioni di colori e lenti e supporto per diverse prescrizioni ottiche.

Il prezzo parte da 349 euro, con spedizioni dal 13 ottobre. La versione con fotocamera resta invece più costosa e arriva a 450 euro, segnando una divisione piuttosto netta tra chi cerca soprattutto voce e assistenza AI e chi vuole anche registrare ciò che vede.


I Ray-Ban Display sbarcano in Italia

Il secondo fronte riguarda i Meta Ray-Ban Display, già mostrati lo scorso anno e ora in arrivo anche in Italia e in altri mercati europei. Qui la novità è il piccolo schermo a colori inserito nella lente destra, pensato per sovrapporre informazioni essenziali alla vista senza coprire l’ambiente circostante.

Tra gli usi più utili c’è la navigazione: il display mostra le indicazioni e consente di seguire un percorso senza tenere il telefono in mano. Meta sta ampliando proprio questa funzione, con nuove indicazioni per biciclette e mezzi pubblici in Stati Uniti e Canada, mentre per chi cammina il sistema potrà sfruttare anche ciò che gli occhiali stanno osservando per offrire riferimenti più precisi.

Lo schermo resta trasparente e le informazioni sembrano sospese davanti all’occhio, ma Meta precisa che il modello non va usato alla guida. Resta inoltre da valutare il compromesso tra utilità e distrazione, perché un pannello da 600x600 pixel basta per frecce, avvisi e brevi testi, ma non per un uso prolungato come quello di uno smartphone.

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