Marte, quei piccoli dischi possono svelare il passato dell’acqua
Nel cratere Gale Curiosity ha individuato formazioni sottili e insolite che potrebbero conservare indizi sull’ambiente marziano di epoche remote.
Quelle minuscole forme circolari potrebbero diventare una traccia preziosa per ricostruire la storia dell’acqua su Marte. La loro presenza è stata rilevata da Curiosity durante l’esplorazione del cratere Gale, in un’area dove le rocce mostrano caratteristiche diverse da quelle osservate di recente.
Un indizio nascosto nelle rocce
Le strutture fotografate dal veicolo robotico hanno un diametro compreso tra 3 e 4 millimetri e uno spessore vicino a 1 millimetro. A prima vista ricordano piccoli dischi distribuiti sulla superficie, ma la loro origine resta da chiarire.
Curiosity si trovava in una regione formata da rocce sottilmente stratificate e associate a depositi con un’elevata presenza di solfati. Proprio questo contesto geologico rende il ritrovamento particolarmente interessante: la formazione dei solfati potrebbe essere collegata a processi avvenuti quando l’acqua era presente nell’ambiente marziano.
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Curiosity cerca la risposta
L’osservazione è stata realizzata durante il Sol 5016, mentre Curiosity procedeva all’interno del cratere Gale. Il rover, operativo dal 2012, potrebbe ora tentare di esaminare più a fondo la zona e valutare se le strutture siano legate alla composizione delle rocce o a fenomeni successivi.
La missione non è l’unica attiva sulla superficie del pianeta. Nel cratere Jezero opera Perseverance, impegnato nella raccolta di dati geologici e nell’analisi di aree selezionate anche attraverso l’abrasione superficiale. Le due esplorazioni contribuiscono così, da regioni differenti, a ricostruire l’evoluzione di Marte e il ruolo avuto dall’acqua nel suo passato.
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