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Tecnologia 2 min di lettura2 ott

IQVIA, i dati dei pazienti non erano davvero anonimi: multa da 7 milioni

L’Autorità privacy contesta alla società la gestione di informazioni sanitarie riconducibili nel tempo a circa un milione di pazienti.

Il problema non era soltanto la quantità di informazioni raccolte, ma la possibilità di collegarle nel tempo allo stesso assistito. Per questo il Garante per la protezione dei dati personali ha stabilito che la banca dati gestita da IQVIA Solutions Italy non potesse essere considerata anonima e ha inflitto alla società una sanzione di 7 milioni di euro.


Un codice permetteva di seguire i pazienti

Nel sistema erano presenti dati relativi a circa un milione di persone, raccolti attraverso 800 medici di medicina generale. Ogni paziente era associato a un codice identificativo, una soluzione che consentiva di osservare l’evoluzione delle sue condizioni nel corso del tempo.

A quel codice erano collegati numerosi elementi: anno di nascita, sesso, diagnosi, sintomi, terapie prescritte, esami, vaccinazioni e informazioni sulla posizione geografica. Secondo l’Autorità, la combinazione di questi dettagli avrebbe potuto permettere di isolare un singolo individuo e arrivare, almeno potenzialmente, alla sua identificazione con strumenti ordinari.


Le contestazioni sulla gestione dei dati

IQVIA sosteneva che le informazioni non fossero dati personali proprio perché sottoposte ad anonimizzazione. Il Garante ha invece ritenuto che la società dovesse essere considerata titolare del trattamento già dal momento in cui i dati venivano acquisiti presso i medici, anche in relazione agli utilizzi per studi commissionati da aziende farmaceutiche.

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Da questa ricostruzione sono derivate diverse violazioni. L’Autorità ha contestato il trattamento di dati sanitari in assenza di una base giuridica adeguata e la mancanza di un’informativa completa destinata agli interessati. IQVIA, inoltre, non avrebbe stabilito correttamente i periodi di conservazione, mantenendo nella banca dati anche informazioni risalenti al 2001.


L’indagine partita nel 2025

Il procedimento è nato dopo alcuni controlli ispettivi eseguiti nell’aprile 2025. In seguito è stato riunito anche il fascicolo relativo a una violazione dei dati personali comunicata dalla stessa IQVIA.

Il provvedimento del Garante è il numero 710 del 23 settembre 2026. Tra gli ulteriori rilievi figura anche l’assenza della valutazione d’impatto prevista per trattamenti di questa portata e natura, soprattutto quando riguardano informazioni particolarmente delicate come quelle sulla salute.

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