Il tempo cambia regole: dal 2027 sparisce il secondo intercalare
La decisione presa a Versailles anticipa al 20 maggio 2027 la fine del sistema usato per mantenere allineati gli orologi atomici e la rotazione terrestre.
Dal 20 maggio 2027 il modo di sincronizzare il tempo globale cambierà: il secondo intercalare, introdotto per correggere periodicamente la differenza tra gli orologi di riferimento e la rotazione terrestre, non sarà più utilizzato secondo le regole attuali. La svolta è arrivata con una decisione internazionale che riguarda direttamente le tecnologie su cui si basano comunicazioni, finanza ed energia.
La risoluzione è stata approvata il 15 ottobre 2026 a Versailles, durante la 28ª Conferenza generale dei pesi e delle misure. Il provvedimento anticipa di otto anni il termine fissato in precedenza: l’orizzonte del 2035 viene così sostituito dalla nuova data del 20 maggio 2027.
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Una correzione diventata problematica
Il secondo intercalare è un piccolo aggiustamento applicato agli orologi ufficiali per conservare l’allineamento con il movimento reale della Terra. La misura del tempo, tuttavia, è ormai affidata a strumenti estremamente precisi, tra cui gli orologi atomici e, in prospettiva, gli orologi nucleari.
Proprio questa esigenza di precisione ha reso più delicata la gestione delle correzioni. Un cambiamento minimo nella scala temporale può infatti avere conseguenze su sistemi informatici e infrastrutture che devono operare in modo coordinato, trasformando quello che sembrava un semplice ritocco in una possibile fonte di malfunzionamenti.
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La decisione presa a Versailles
A stabilire il nuovo percorso sono stati i rappresentanti dei Paesi membri riuniti nella conferenza internazionale dedicata a pesi e misure. Con il voto del 15 ottobre 2026, la comunità scientifica e istituzionale ha scelto di superare il sistema vigente, fissando una data precisa per il cambiamento.
L’abolizione del secondo intercalare non riguarda soltanto gli strumenti scientifici. Una sincronizzazione affidabile è essenziale per il funzionamento della rete Internet, delle reti telefoniche, dei sistemi finanziari e delle infrastrutture elettriche: tutti ambiti nei quali anche una minima discrepanza temporale può complicare il coordinamento tra apparati.
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