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Tecnologia 2 min di lettura47 min fa

Grecia, stretta sui social: per i minori di 15 anni il via dal 2027

Il Parlamento greco ha approvato il divieto per gli under 15, affidando alle piattaforme la verifica dell’età attraverso strumenti digitali e sistemi alternativi.

La Grecia introduce una delle regole più rigide d’Europa sull’accesso ai social: dal 1° gennaio 2027 Instagram, TikTok e le altre piattaforme saranno vietati agli utenti con meno di 15 anni. Il provvedimento, sostenuto dal governo guidato da Kyriakos Mitsotakis, è stato approvato dal Parlamento dopo un confronto politico iniziato già in primavera.

La maggioranza conservatrice ha votato a favore della legge, mentre il PASOK ha scelto l’astensione. Le altre principali forze di opposizione si sono espresse contro. Il nodo centrale, ora, sarà capire come accertare in modo affidabile l’età degli iscritti senza compromettere la tutela dei loro dati personali.

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La verifica spetterà alle piattaforme

Saranno le aziende che gestiscono i social a dover impedire l’accesso agli under 15. Per farlo potranno utilizzare Kids Wallet e Gov.gr Wallet, due applicazioni predisposte dalle autorità greche che generano token digitali utili a confermare l’età dell’utente senza trasferire ai servizi tutte le informazioni anagrafiche.

Le piattaforme non saranno obbligate a usare esclusivamente questi strumenti. Potranno adottare soluzioni diverse, a condizione che rispettino i requisiti fissati dalla normativa. In caso di mancato adeguamento, le società potranno essere colpite dalle sanzioni previste dal Regolamento europeo sui servizi digitali.


Atene anticipa la stretta europea

La decisione greca arriva dopo un primo intervento sul rapporto tra minori e tecnologia: nel 2024 il Paese aveva già limitato l’uso dei telefoni nelle scuole. Mitsotakis ha quindi scelto di agire a livello nazionale, senza attendere una disciplina uniforme per tutti gli Stati dell’Unione europea.

A Bruxelles, tuttavia, è in preparazione un quadro comune. A settembre è stato presentato l’EU KIDS Act, progetto che ipotizza profili autonomi soltanto a partire dai 15 anni. Tra 13 e 14 anni sarebbero ammessi account con strumenti ridotti e controllo dei genitori, mentre sotto i 13 anni l’accesso ai social verrebbe escluso.

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Il confronto oltre i confini greci

La Grecia non è l’unico Paese a valutare limiti più severi. L’Australia ha già fissato a 16 anni la soglia per l’accesso, mentre la Danimarca sta preparando una misura simile a quella approvata ad Atene.

In Francia, invece, il divieto per i minori di 15 anni è stato respinto ad agosto dal Consiglio costituzionale. Le diverse scelte mostrano quanto sia ancora aperto il confronto europeo tra protezione dei più giovani, controllo dell’età e rispetto della riservatezza.


In Italia la soglia resta a 14 anni

Nel nostro Paese non cambia per ora il quadro vigente. Dai 14 anni un ragazzo può prestare autonomamente il consenso al trattamento dei propri dati per i servizi in rete; al di sotto di quella soglia è invece necessaria l’autorizzazione dei genitori.

Al Senato è ancora all’esame della commissione competente il disegno di legge 1136, presentato dalla senatrice Lavinia Mennuni. La proposta punta a portare a 15 anni l’età minima per iscriversi autonomamente ai social, ma il testo non è stato ancora approvato in via definitiva.

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