Grecia, stretta sui social: per gli under 15 scatta il blocco
Dal primo gennaio 2027 le piattaforme dovranno impedire l’accesso ai minori di 15 anni, usando sistemi anagrafici che non aumentino la raccolta di dati personali.
La vera incognita della nuova stretta greca sarà distinguere in modo attendibile un quattordicenne da un quindicenne. Il controllo dovrà essere abbastanza solido da impedire gli aggiramenti, ma non potrà trasformare ogni accesso ai social in una nuova identificazione digitale.
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La sfida sarà tutta tecnologica
Il governo di Atene ha assegnato alle società tecnologiche poco più di due mesi per preparare gli strumenti necessari. Le eventuali violazioni, secondo l’impostazione scelta dall’esecutivo, saranno imputate alle piattaforme e non ai ragazzi né ai loro genitori.
Per la verifica dell’età si pensa a servizi come Gov.gr Wallet e KidsWallet. Questi sistemi potrebbero comunicare soltanto se l’utente supera una soglia anagrafica, evitando di condividere necessariamente con il social l’intera data di nascita.
Una scelta che divide il Parlamento
La legge è stata approvata grazie ai voti di Nuova Democrazia, il partito conservatore guidato da Kyriakos Mitsotakis. Il Pasok ha scelto l’astensione, mentre le altre forze di opposizione si sono espresse contro il provvedimento.
La Grecia si inserisce in un confronto internazionale ancora aperto. L’Australia ha già introdotto un limite nazionale per i minori di 16 anni; in altri Paesi europei si valutano misure simili, mentre in Francia una normativa destinata agli under 15 è stata bloccata dalla Corte costituzionale lo scorso agosto.
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Cosa cambierà dal 2027
Il Parlamento greco ha stabilito che, dal primo gennaio 2027, chi non ha ancora compiuto 15 anni non potrà utilizzare i principali social network. Il divieto varrà anche per gli account già attivi e non potrà essere superato con il consenso dei genitori.
Nel perimetro rientrano Instagram, TikTok e Facebook. Snapchat era stato indicato nei progetti governativi presentati nei mesi precedenti; WhatsApp, Viber e YouTube, invece, erano rimasti esclusi dall’ambito previsto.
Atene cerca una regola europea
Per ridurre l’impatto sulla riservatezza, la Grecia collabora con la Commissione europea insieme ad altri sei Paesi dell’Unione europea. L’obiettivo è arrivare a strumenti condivisi per verificare l’età senza spingere gli utenti a consegnare alle piattaforme un patrimonio più ampio di informazioni personali.
Mitsotakis collega l’intervento ai rischi associati all’uso intenso dei social da parte dei più giovani. Tra gli effetti citati dal governo figurano disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, cyberbullismo e sistemi di raccomandazione pensati per aumentare il tempo trascorso davanti allo schermo.
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