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Tecnologia 2 min di lettura57 min fa

Chip cinesi, la FCC alza il muro: due dispositivi restano fuori

L’autorità statunitense ha negato l’autorizzazione a una videocamera per auto e a un trasmettitore senza fili per la presenza di un componente HiSilicon

Non sono emerse prove di attività di spionaggio legate ai due apparecchi, né la FCC ha diffuso informazioni sufficienti per identificarne marca e modello. Il blocco nasce invece dalla presenza di un processore prodotto da HiSilicon, società controllata da Huawei e inserita da tempo nell’elenco delle aziende considerate rischiose per la sicurezza nazionale statunitense.

La decisione non equivale al ritiro automatico dei dispositivi già autorizzati. Le nuove disposizioni riguardano soprattutto le richieste di certificazione presentate per apparecchi destinati al mercato degli Stati Uniti, imponendo ai produttori controlli più rigorosi sull’origine dei componenti.

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Il rischio contestato resta teorico

I prodotti coinvolti sono una videocamera destinata alle automobili e un trasmettitore video senza fili. Di entrambi non sono stati resi pubblici né il marchio né il modello, mentre è noto il componente che ha impedito il via libera: l’Hi3516CV610 UHD Smart Vision SoC.

Si tratta di un processore capace di raccogliere i dati provenienti dai sensori delle telecamere e convertirli in immagini. Il chip può trovare posto in vari dispositivi, comprese le videocamere per la casa e quelle installate sulle automobili, e supporta anche funzioni per riconoscere i volti umani.

La FCC ha considerato proprio questa capacità nella valutazione dei possibili rischi. L’autorità, tuttavia, non ha indicato episodi concreti di sorveglianza illegale compiuti attraverso i due apparecchi: la motivazione si fonda sulla provenienza del componente e sulla classificazione di Huawei, non su un caso specifico attribuito ai prodotti respinti.


La certificazione ora guarda dentro il prodotto

Il cambiamento regolamentare è stato approvato dalla FCC a luglio ed è diventato operativo il 13 ottobre. In precedenza, le limitazioni colpivano soprattutto gli apparecchi venduti direttamente dalle società presenti nella Covered List, lasciando a un produttore indipendente la possibilità di chiedere l’autorizzazione per un dispositivo dotato di componenti realizzati da quelle aziende.

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La nuova impostazione estende il controllo anche all’hardware commercializzato con un marchio diverso. La FCC può quindi respingere una domanda quando all’interno dell’apparecchio si trova un elemento ritenuto problematico, anche se il prodotto finito non è stato fabbricato da una società inclusa nell’elenco.

Le regole si applicano ai componenti elettronici che elaborano, conservano o trasmettono dati. Sono invece esclusi gli elementi esclusivamente passivi, che non svolgono queste funzioni.


Nuovi controlli per i produttori

L’intervento interessa le domande presentate d’ora in avanti e non introduce, da solo, un divieto generalizzato di vendita per tutti i dispositivi già certificati. Per chi prepara nuovi apparecchi destinati agli Stati Uniti, diventa dunque essenziale verificare non soltanto il marchio del prodotto, ma anche la catena di fornitura dei suoi componenti.

Il caso dei due dispositivi rappresenta la prima applicazione concreta delle regole ampliate nei confronti di prodotti di cui non sono stati divulgati tutti i dettagli. Restano quindi da chiarire l’identità commerciale degli apparecchi e l’eventuale presenza di ulteriori elementi valutati dalla FCC, oltre al chip HiSilicon.

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