Google e Bing, falsi siti di app spingono malware
Gli annunci sponsorizzati precedono le pagine ufficiali e possono indirizzare gli utenti verso programmi dannosi difficili da riconoscere.
I truffatori acquistano annunci sui motori di ricerca per portare in alto pagine contraffatte che imitano applicazioni note. Da quei collegamenti possono essere distribuiti malware sempre più difficili da individuare.
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Come funzionano gli annunci falsi
La pubblicità a pagamento consente a un sito di apparire prima del risultato ufficiale del programma cercato. Google e Bing mostrano quindi il collegamento sponsorizzato in una posizione che può confondere chi sta cercando di scaricare un’applicazione.
I criminali sfruttano i nomi di software conosciuti e costruiscono pagine che sembrano autentiche. L’obiettivo è convincere l’utente a seguire il collegamento e a installare un file dannoso, usando la pubblicità online come punto di ingresso.
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Il rischio per chi cerca
La presenza del risultato tra i primi posti non garantisce che il sito sia legittimo. Un annuncio può infatti precedere la pagina ufficiale e indirizzare verso una copia realizzata per distribuire programmi nocivi.
Il pericolo aumenta perché i malware utilizzati in queste campagne sono diventati più complessi da riconoscere. Per questo, prima di scaricare un’applicazione, è necessario distinguere il risultato sponsorizzato dal collegamento ufficiale e controllare con attenzione la pagina raggiunta.
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