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Tecnologia 3 min di lettura5 giorni fa

Gemini telefona al posto tuo: il test di Google negli Usa

Call for Me porta l’assistente Gemini dentro le chiamate ai negozi, ma per ora resta riservato a un numero limitato di utenti Pixel negli Stati Uniti.

La corsa agli agenti artificiali capaci di agire senza supervisione continua a intensificarsi e Google prova a rafforzare Gemini proprio sul terreno delle telefonate. L’obiettivo è permettere all’assistente di gestire conversazioni con negozi e servizi, evitando all’utente la composizione del numero e l’attesa al telefono.


Anche OpenAI prepara agenti vocali

L’infrastruttura di OpenAI consente già agli sviluppatori di collegare i modelli vocali Gpt alla rete telefonica. In questo modo è possibile creare sistemi che parlano con interlocutori reali e dialogano anche con applicazioni esterne, sebbene si tratti di una soluzione destinata soprattutto a chi sviluppa prodotti e non di un servizio identico a Call for Me.

Nel mercato sono presenti anche Vapi, Bland AI, Retell AI e PolyAI. Le loro piattaforme permettono di realizzare agenti che effettuano o ricevono chiamate, raccolgono informazioni, fissano appuntamenti e, nel caso di PolyAI, affrontano conversazioni articolate nei contact center. Meta, inoltre, sta lavorando su sistemi capaci di spedire email, compilare documenti e organizzare prenotazioni.


Google amplia il raggio di Gemini

Call for Me rappresenta il tentativo di Google di rendere Gemini più autonomo nelle attività di tutti i giorni. La funzione non richiede all’utente di predisporre flussi complessi, configurare numeri telefonici o utilizzare interfacce di programmazione: l’assistente si occupa direttamente del contatto con l’attività commerciale.

Per il momento, tuttavia, la sperimentazione è circoscritta agli Stati Uniti e agli smartphone Pixel 11. Google la considera un test su scala ridotta e non ha indicato se, né quando, il servizio arriverà in altri Paesi o su dispositivi diversi.


Dalla disponibilità al tavolo prenotato

Una volta ricevuta la richiesta, Gemini può comporre il recapito dell’esercizio, interagire con i menu automatici, restare in attesa e parlare con la persona che risponde. L’utente segue l’intero scambio tramite una trascrizione mostrata sul display e può intervenire direttamente qualora lo ritenga necessario.

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Tra gli impieghi previsti rientrano la verifica delle scorte in un negozio, la prenotazione di un ristorante, lo spostamento di un appuntamento e la richiesta di accantonamento di un articolo. Se autorizzato in anticipo, il sistema può comunicare anche dati personali necessari per concludere l’operazione.


Un percorso iniziato anni fa

La tecnologia arriva dopo una serie di funzioni sviluppate da Google per ridurre il peso delle telefonate. Nel 2018, durante Google I/O, l’azienda aveva mostrato Google Assistant mentre fissava un appuntamento in un salone, con pause e interiezioni pensate per rendere il dialogo più naturale.

Sui telefoni Pixel sono poi comparsi Hold for Me, che resta in linea e avvisa quando risponde un operatore, e Direct My Call, che trasforma i menu vocali dei centralini in opzioni leggibili e selezionabili sullo schermo. Nel 2024 Search Labs ha sperimentato Talk to a Live Rep, capace di contattare il servizio clienti, attendere un addetto e richiamare in seguito l’utente.

A gennaio del 2025 Google aveva inoltre presentato Ask for Me. Il sistema chiamava inizialmente officine e saloni per manicure per ottenere prezzi e disponibilità, restituendo poi una sintesi delle risposte. Call for Me riunisce ora queste capacità in un servizio pensato per agire direttamente su incarico del proprietario dello smartphone.

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