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Tecnologia 2 min di lettura1 ora fa

Dati sensibili e Azure: Microsoft sposta il controllo verso i clienti

Il programma Sovereign Cloud si amplia con strumenti per proteggere le informazioni, verificare gli accessi e gestire i servizi anche in condizioni di connettività limitata.

Analizzare informazioni riservate senza esporre direttamente i dati originali: è l’obiettivo di Azure Confidential Clean Rooms, tecnologia disponibile in anteprima limitata. Più organizzazioni possono collaborare su dataset sensibili sfruttando il confidential computing, così da contenere la visibilità sui contenuti condivisi durante l’elaborazione.

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Le chiavi restano fuori da Microsoft

Un altro tassello riguarda Azure Managed HSM, che ora offre in disponibilità generale la possibilità di affidare la gestione delle chiavi crittografiche a un’infrastruttura esterna. La chiave principale può rimanere su apparecchiature appartenenti al cliente, installate nei suoi locali oppure gestite da un fornitore terzo.

Questa configurazione è pensata per realtà soggette a vincoli particolarmente severi. Il controllo materiale delle chiavi può infatti restare separato dai sistemi di Microsoft, senza rinunciare all’utilizzo dei servizi Azure.


Accessi tecnici sotto osservazione

Per i clienti dell’Unione Europea e dell’Associazione europea di libero scambio (EFTA) sono in distribuzione Data Guardian e Production Touch Ledger. I due strumenti intervengono sui collegamenti del personale tecnico di Microsoft agli ambienti di produzione, con modalità differenti.

Data Guardian prevede che alcuni interventi a distanza siano sottoposti alla supervisione di un partner europeo. Production Touch Ledger, invece, conserva traccia degli ingressi e delle attività compiute, costruendo una registrazione utile a individuare eventuali modifiche ai sistemi.


Azure mostra i punti da verificare

Durante Microsoft Ignite arriverà in anteprima pubblica il Sovereign Control Panel. Integrato nel portale Azure, consentirà agli amministratori di controllare quali misure di sovranità risultano già operative e quali richiedono ancora un’azione.

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Il pannello dovrebbe inoltre aiutare a ricostruire i legami tra i vari servizi. In questo modo sarà possibile stimare più rapidamente se un’applicazione può essere spostata su un’infrastruttura diversa e quali ostacoli potrebbero emergere nel trasferimento.


Più autonomia per dati e servizi

L’aggiornamento rientra nell’evoluzione di Sovereign Cloud, il programma con cui Microsoft propone alle aziende diverse modalità per governare servizi, applicazioni e informazioni nel cloud. Per enti pubblici e operatori che gestiscono servizi essenziali, infatti, la sola posizione geografica dei dati non esaurisce il problema della conformità.

Diventano altrettanto importanti l’identità di chi può intervenire, la gestione delle autorizzazioni e la capacità di mantenere operative le applicazioni quando la connessione presenta criticità. Microsoft sta quindi orientando una parte crescente dello sviluppo verso configurazioni che lascino ai clienti maggiore controllo sull’infrastruttura e sulle attività svolte al suo interno.

Le novità non saranno distribuite tutte nello stesso momento: alcune funzioni sono già accessibili, mentre altre verranno presentate o rese disponibili in occasione di Microsoft Ignite.

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