Claude Opus 5.5 sorprende nei test e taglia i costi del 40%
Nei confronti più impegnativi, Claude Opus 5.5 ha messo in fila numeri che Anthropic considera molto solidi.
In una prova di ottimizzazione dei tempi di caricamento di un’app web, il modello ha centrato l’obiettivo 39 volte su 40; il predecessore Opus 5, invece, mostrava progressi più limitati e in alcuni casi cambiava persino il comportamento dell’applicazione.
Una migrazione enorme in poche ore
Tra gli esempi citati dall’azienda c’è anche un intervento di migrazione software da 680.000 righe di codice completato in meno di un giorno da un tester. Secondo Anthropic, un lavoro del genere avrebbe impegnato per settimane un intero gruppo di sviluppo. In un’altra prova, dedicata alla creazione di un videogioco a partire da un solo prompt, Opus 5.5 ha ottenuto il punteggio migliore per resa grafica e livello di rifinitura.
Il nuovo capitolo di Claude 5.5
Il modello è stato presentato come primo esponente della famiglia Claude 5.5 e arriva dopo Opus 5, lanciato circa due mesi fa. L’azienda lo descrive come quasi all’altezza di Claude Fable 5.1, indicato come il sistema più avanzato disponibile oggi, ma con un costo di esecuzione inferiore del 40% nei carichi di lavoro tipici.
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Prima dell’uscita, il sistema è passato anche al vaglio di valutatori esterni indipendenti, fra cui METR e Frontier Design. Sul test interno di allineamento più completo usato da Anthropic, ha poi fatto segnare il risultato più alto mai registrato tra tutti i modelli Claude.
Il rilascio dopo il richiamo di Amodei
Opus 5.5 è inoltre il primo modello diffuso dopo l’appello del ceo Dario Amodei a rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale di frontiera, così da lasciare più spazio alle verifiche di sicurezza e alla loro corsa di aggiornamento rispetto alle capacità dei sistemi.
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