ChromeOS, il conto alla rovescia è iniziato: stop nel 2034
Google ha indicato nel 2034 la conclusione del supporto a ChromeOS, aprendo interrogativi sul futuro dei dispositivi che lo utilizzano.
Il 2034 segnerà la fine del supporto a ChromeOS. A confermarlo è stata Google, dopo la presentazione dei Googlebook, secondo quanto riportato nel testo disponibile.
ChromeOS ha una data di scadenza
La comunicazione fissa quindi un termine preciso per il sostegno al sistema operativo: dal 2034 non sarà più garantito. Il testo non fornisce ulteriori dettagli sulle modalità con cui avverrà la conclusione del supporto.
La scadenza riguarda ChromeOS e si riflette sul futuro dei dispositivi associati alla piattaforma. Non sono invece indicati, nelle informazioni disponibili, modelli specifici o eventuali differenze tra le varie generazioni di apparecchi.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Il futuro dei dispositivi resta aperto
La conferma di Google arriva in seguito alla presentazione dei Googlebook, ma il materiale fornito non chiarisce quale rapporto ci sarà tra questi prodotti e la conclusione del supporto a ChromeOS.
Restano da definire anche gli effetti concreti per gli utenti e le eventuali indicazioni operative che accompagneranno il passaggio verso il 2034. Per ora, l'unico elemento certo è la data comunicata dall'azienda.
Continua a leggere
iPhone 18 Pro, cosa cambia davvero rispetto al 17 Pro
Il nuovo modello mantiene il design della generazione precedente ma interviene su prestazioni, temperature, fotocamere e velocità di ricarica.
Google sfida Bruxelles: Android e Search diventano terreno di scontro
Il gruppo Alphabet ricorre contro le misure europee che impongono più apertura su Android e l’accesso regolato ai dati di Google Search per i concorrenti dell’intelligenza artificiale.
iPhone 18 Pro, cambia il controllo video: il diaframma è manuale
Una spia segnala ora in modo immediato quando la registrazione è attiva, mentre un gesto con due dita permette di eliminare al volo i comandi dal mirino.
Dots, l’agente OpenAI che lavora da solo: cosa cambia in Italia
Il nuovo sistema può usare un computer nel cloud, collegarsi a migliaia di applicazioni e continuare le attività anche senza una supervisione costante.