Chiamate indesiderate, il conto sale: 37mila segnalazioni nel 2026
Il Garante Privacy denuncia il commercio illegale di dati personali e richiama l’attenzione anche sui sistemi di tracciamento nascosti nelle email.
Dietro l’ondata di telefonate promozionali potrebbe esserci un sistema organizzato per raccogliere, vendere e riutilizzare informazioni personali senza consenso. Nei primi sette mesi del 2026 il Garante Privacy ha registrato più di 37mila segnalazioni, una media superiore a 170 al giorno.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Il telemarketing alimenta un mercato illecito
Agostino Ghiglia, componente del Collegio del Garante, ha ricondotto una parte del fenomeno all’esistenza di un vero mercato clandestino dei dati. Il quadro emerso dalle indagini descrive filiere capaci di gestire un numero molto elevato di contatti commerciali.
In uno dei procedimenti conclusi dall’Autorità, nell’arco di due anni sarebbero state effettuate circa 70mila chiamate promozionali. Da quella stessa attività sarebbero derivati 50mila contratti, a conferma della dimensione raggiunta dal fenomeno.
Sanzioni oltre quota 200 milioni
Dal 2020 il Garante dichiara di aver applicato multe per più di 200 milioni di euro contro il telemarketing condotto in violazione delle regole sulla protezione dei dati personali. Nei casi più gravi e ripetuti, l’intervento non si è limitato alle sanzioni economiche.
L’Autorità è arrivata anche a disporre la confisca delle banche dati, con l’obiettivo di bloccare una nuova circolazione delle informazioni raccolte illecitamente. In questo modo si cerca di impedire che gli elenchi vengano ceduti ad altri operatori e impiegati per ulteriori campagne.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Un allarme che va oltre le telefonate
Il bilancio è stato presentato durante il convegno “Vita digitale e Dati personali”, promosso dal Garante Privacy insieme al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori. L’incontro ha riportato al centro il tema della privacy nelle attività quotidiane.
Nel corso dei lavori è stata richiamata l’attenzione anche su strumenti meno evidenti rispetto alle chiamate indesiderate. Tra questi figurano i pixel inseriti nelle email, che possono consentire forme di tracciamento difficili da riconoscere per chi riceve il messaggio.
Il confronto con i numeri del 2025
La pressione segnalata nei primi sette mesi dell’anno arriva dopo un 2025 già caratterizzato da numeri molto elevati. In quell’anno all’Autorità erano pervenute oltre 104mila segnalazioni, pari in media a una ogni cinque minuti.
Il dato più recente conferma quindi la continuità del problema e la necessità di contrastare non soltanto le chiamate, ma anche la filiera che rende possibile l’utilizzo illecito dei dati personali.
Continua a leggere
Chiamate senza segnale: la novità iliad parte con tre limiti
Il servizio debutta su 42 modelli Samsung e Google, ma richiede iliadbox o il punto di accesso di una SIM iliad e lascia fuori gli iPhone.
Meta e i 25 miliardi: il calcolo che può far lievitare il conto
Il New Mexico ha contestato a Meta quasi 44 milioni di violazioni legate alla privacy, richiamando il caso Cambridge Analytica e le promesse fatte dopo lo scandalo
IA nelle imprese: chi ridisegna il lavoro eviterà il conto più salato
L’adozione dell’intelligenza artificiale cresce, ma senza una revisione dei ruoli e dei processi il rischio è perdere competenze, percorsi professionali e produttività.
Password invisibili agli agenti IA: la soluzione di 1Password
Con l’autorizzazione dell’utente, il gestore completa l’accesso senza mostrare la credenziale all’assistente artificiale, ma il sistema è ancora limitato.