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Tecnologia 2 min di lettura27 min fa

Capcom, 11,7 milioni di profili nel mirino: cosa è successo

La violazione di Capcom ID ha coinvolto milioni di account, ma i dati più sensibili risultano circoscritti a pochi casi e le carte di credito non sarebbero state esposte.

La portata dell’attacco a Capcom ID è ampia: sono 11.774.247 gli account interessati dalla violazione informatica resa nota dalla società giapponese. Le informazioni coinvolte riguardano soprattutto l’attività di accesso ai profili, mentre per un numero molto più ridotto di utenti sono emersi dati personali aggiuntivi.

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Milioni di account coinvolti

Tra gli elementi potenzialmente finiti nelle mani degli aggressori figurano l’indirizzo di posta elettronica associato al profilo, la data di registrazione e quella dell’ultimo accesso. Nel pacchetto di informazioni risultano inoltre il numero totale degli accessi effettuati e l’indirizzo IP utilizzato più di recente.

Capcom non ha indicato, per questi milioni di profili, la presenza di dati finanziari o di credenziali in chiaro. L’azienda ha comunque confermato l’incidente e la compromissione delle informazioni legate agli account registrati al proprio servizio.


Pochi utenti con dati personali

Il quadro cambia per 43 account, per i quali gli autori dell’attacco potrebbero aver ottenuto anche la data di nascita, il genere, il Paese o la regione di appartenenza e il soprannome utilizzato sulla piattaforma. Si tratta di una parte estremamente limitata rispetto al totale degli utenti coinvolti.

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Un’ulteriore anomalia ha riguardato 196 profili: in questi casi sono state modificate le password senza l’autorizzazione dei titolari. Capcom ha annullato gli interventi, precisando che non risultano sottratte le password precedentemente impostate dagli utenti, anche se non ci sarebbero elementi per dimostrare in modo assoluto il contrario.


Carte di credito fuori dal caso

La società ha escluso il coinvolgimento dei dati relativi alle carte di credito. Le informazioni finanziarie, secondo quanto comunicato, non sarebbero quindi state accessibili durante la violazione.

L’incidente resta invece rilevante per la quantità di indirizzi e dati di utilizzo interessati. La parte più ampia dell’esposizione riguarda infatti la cronologia e gli elementi tecnici collegati agli accessi, mentre le informazioni anagrafiche aggiuntive e le modifiche alle password hanno coinvolto numeri molto più contenuti.

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