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Tecnologia 1 min di lettura2 ore fa

Blue Origin accelera: 50 lanci di New Glenn all’anno entro il 2030

Un investimento da circa 280 milioni di euro servirà a potenziare gli impianti in Florida e a sostenere una cadenza di lancio molto più elevata.

La vera sfida per Blue Origin non è soltanto portare New Glenn nello spazio, ma riuscire a utilizzarlo con una frequenza sufficiente a rendere il trasporto orbitale più sostenibile. L’azienda punta ad arrivare a 50 missioni annuali entro il 2030, un ritmo che significherebbe diversi decolli ogni settimana.

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La fabbrica dovrà cambiare passo

Per sostenere questo programma, Blue Origin ha previsto un investimento di circa 280 milioni di euro destinato all’ampliamento di Rocket Park, il polo industriale in Florida situato nelle vicinanze del Kennedy Space Center.

Il cantiere dovrebbe essere completato nell’estate del 2027. L’obiettivo è portare la capacità produttiva fino a 150 stadi superiori all’anno, compresi quelli destinati alla futura versione New Glenn 9×4.


New Glenn cerca una cadenza industriale

Il razzo, nella configurazione attuale, raggiunge un’altezza di circa 98 metri. La sua evoluzione non riguarda quindi soltanto le prestazioni del vettore, ma anche la possibilità di preparare e ripetere le missioni in tempi molto più brevi.

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Blue Origin guarda al modello operativo già sviluppato da SpaceX, dove la frequenza dei lanci è diventata un elemento centrale dell’attività spaziale. Per avvicinarsi a quel livello, serviranno infrastrutture produttive e operative profondamente rinnovate.


Perché servono tanti stadi superiori

La previsione di produrre fino a 150 stadi superiori ogni anno è legata alla necessità di sostenere un numero elevato di missioni e, parallelamente, lo sviluppo della configurazione New Glenn 9×4. Il dato mostra quanto il progetto richieda una capacità industriale adeguata al ritmo annunciato.

La riutilizzabilità può contribuire a ridurre i costi, ma da sola non risolve il problema della rapidità. Per trasformare New Glenn in un sistema utilizzabile più volte alla settimana, Blue Origin dovrà aumentare la produzione e rendere più efficienti tutte le fasi che precedono il lancio.

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