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Tecnologia 2 min di lettura6 giorni fa

Benzina più cara oggi che nel 2008: il paradosso del petrolio

Il confronto tra il picco del Brent del 2008 e i prezzi attuali mostra perché il greggio da solo non basta a spiegare quanto si paga alla pompa.

Nel prezzo finale dei carburanti pesano molte più variabili del solo barile. Per questo, secondo l’Unem, il raffronto tra il picco del 2008 e la situazione attuale rischia di trarre in inganno: oggi il petrolio vale meno di allora, ma alla pompa il conto per gli automobilisti è spesso più pesante.


Perché il barile non basta

Gianni Murano, presidente dell’Unem, ha spiegato che mettere in relazione in modo diretto greggio e carburanti è riduttivo. Benzina e gasolio, ha osservato, risentono anche del mercato internazionale dei prodotti già raffinati, non soltanto del costo della materia prima.

Conta poi il cambio tra euro e dollaro. Il petrolio viene scambiato in valuta americana, mentre i listini dei distributori sono espressi in euro: nel 2008 questo rapporto era più favorevole e rendeva più semplice l’acquisto del greggio. Murano ha aggiunto che, a parità di quotazione in dollari, oggi il conto sarebbe circa del 25% più alto se si applicasse lo stesso cambio di allora.


Inflazione e prezzi reali

Un altro elemento decisivo è il potere d’acquisto. Il presidente dell’Unem ha ricordato che il paragone corretto non va fatto solo sui valori nominali, ma tenendo conto dell’inflazione e dei dati Istat.

In questa chiave, il massimo del Brent toccato a luglio 2008, pari a 147,5 dollari al barile, oggi equivarrebbe quasi a 200 dollari. Eppure, secondo l’analisi citata, i prezzi attuali della benzina risultano sostanzialmente in linea con quelli di allora: circa 2 euro al litro contro 1,99, mentre per il gasolio lo scarto si allarga fino a una quindicina di centesimi, con 2,10 euro rispetto a 1,97.

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Oggi il conto resta alto

Le tensioni geopolitiche continuano a spingere i listini. La riduzione dei flussi dalla Russia e dal Medio Oriente ha reso più fragile l’equilibrio del mercato, mentre in Europa negli ultimi 15 anni è scomparso circa il 20% della capacità di raffinazione.

Nelle rilevazioni di Staffetta Quotidiana del 24 settembre, la benzina self service lungo la rete nazionale viaggia a 2,154 euro al litro, il gasolio a 2,338, il Gpl a 0,748 e il metano a 1,884 euro al chilogrammo. Sulla rete autostradale i valori salgono ancora: 2,245 per la benzina, 2,419 per il gasolio, 0,885 per il Gpl e 1,799 per il metano.

A pesare sui mercati, nelle ultime ore, è stata anche l’ipotesi dell’amministrazione Trump di bloccare le esportazioni di gasolio, insieme al conflitto tra Usa e Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz. In questo quadro, il Brent ha inciso per circa 19 centesimi di euro al litro, contro i 41 della benzina e i 65 del gasolio.

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