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Tecnologia 2 min di lettura6 giorni fa

Auto usate, il conto dei chilometri può ingannare davvero

I dati raccolti da Carvago mostrano che un’auto più vecchia ma poco sfruttata può essere più problematica di un modello recente con più strada alle spalle.

Quando si sceglie una vettura di seconda mano, fermarsi al solo numero sul contachilometri può portare fuori strada. L’analisi di Carvago, basata sulle verifiche CarAudit svolte tra il 2023 e il 2026 in vari Paesi europei, Italia compresa, indica che la percorrenza non basta da sola a descrivere il rischio reale.


La storia dell’auto pesa più del numero

Il caso più evidente riguarda le vetture di cinque e sei anni. Tra quelle con non più di 40.000 km, il 37,1% è stato bocciato, mentre nella fascia 80.000-120.000 km il tasso di esclusione scende al 30,6%. Un paradosso solo apparente, che Carvago collega anche all’origine di molti esemplari poco usati.

Quasi un terzo delle auto respinte sotto quota 40.000 km arrivava dagli Stati Uniti. L’azienda cita esempi di veicoli pesantemente danneggiati, poi riparati e rimessi sul mercato europeo con chilometraggi attraenti, oltre a mezzi dichiarati perdita totale dopo un’alluvione.


Chilometri bassi, ma non sempre meno difetti

Anche il confronto tra auto più giovani e modelli più anziani conferma che la sola percorrenza non basta. Tra vetture di circa tre anni con 120.000 km, il 21,1% non ha superato la verifica; per quelle di circa sei anni con 60.000 km, la quota sale al 33,8%.

Se però si considerano soltanto i guasti e i danni rilevati al momento dell’ispezione fisica, il divario si riduce molto: 9,1% contro 9,9%. Antonio Gentile, Country Manager Carvago Italia, ha spiegato che, limitandosi alle condizioni del mezzo, il modello statistico attribuisce a un anno di età un effetto pari a circa 29.000 km.

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I controlli scartano molti casi prima della visita

La verifica di CarAudit non si limita a osservare l’auto dal vivo. Prima dell’ispezione sul posto vengono esaminati VIN, documentazione, banche dati, annuncio e informazioni fornite dal venditore, con una capacità di intercettare in media circa sette casi problematici su dieci.

Con l’aumento dell’età crescono i passaggi di proprietà, gli interventi, gli incidenti e le incoerenze nei documenti. Nel modello di Carvago, ogni anno in più alza mediamente di circa quattro punti percentuali la probabilità di bocciatura, mentre l’impatto di ulteriori 10.000 km resta al limite della significatività statistica.


Usura e segnali meccanici da non sottovalutare

La percorrenza, comunque, lascia tracce riconoscibili. Nei rapporti relativi alle auto escluse entro 40.000 km, un guasto al cambio compare nello 0,2% dei casi; nella fascia tra 120.000 e 160.000 km la quota arriva al 6,5%.

Aumentano anche rumori anomali del motore, irregolarità di funzionamento e perdite di liquidi. Per questo, nel mercato dell’usato, il chilometraggio resta un indicatore utile ma non decisivo: contano anche manutenzione, provenienza, stato tecnico e coerenza della cronologia

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