App Apple bloccate all’avvio: il guasto Firebase è già rientrato
Un dato inviato in formato errato al servizio di Google ha fatto chiudere numerose applicazioni su iPhone e iPad, senza richiedere aggiornamenti agli utenti.
Per alcune ore numerose applicazioni su iPhone e iPad hanno smesso di funzionare appena aperte. L’origine non era né un difetto di iOS né un errore dei singoli sviluppatori: il malfunzionamento riguardava Google Analytics for Firebase, componente integrato in un vasto numero di app.
Il disservizio è stato corretto direttamente da Google e, nella maggior parte dei casi, non richiede interventi da parte degli utenti. Chi ha incontrato il problema potrebbe quindi non dover reinstallare nulla né scaricare nuove versioni.
Un errore nei dati ha chiuso le app
Secondo la ricostruzione fornita da Google, il sistema ha trasmesso all’SDK di Firebase un insieme di dati costruito in modo non corretto. Quando l’applicazione riceveva quelle informazioni durante l’avvio, poteva interrompersi immediatamente.
Le segnalazioni pubblicate dagli sviluppatori su GitHub hanno evidenziato decine di migliaia di arresti anomali, con numeri ancora più elevati in alcuni casi. L’evento è cominciato alle 2:41 del 29 settembre, secondo l’orario italiano, e ha coinvolto contemporaneamente applicazioni differenti proprio perché il punto comune era un servizio esterno.
La correzione è arrivata in poche ore
Google ha avviato l’intervento sui propri sistemi e alle 4:52, sempre in Italia, la modifica risultava completata. L’azienda ha precisato che non servono aggiornamenti dell’applicazione o dell’SDK Firebase per applicare la soluzione.
La presenza di dati conservati nella memoria temporanea, però, ha fatto sì che alcuni dispositivi continuassero a mostrare le chiusure anche dopo la correzione. Gli ultimi episodi avrebbero dovuto cessare automaticamente entro le 8:52 della stessa mattina.
Perché tante app sono state coinvolte
Firebase offre agli sviluppatori strumenti per monitorare l’utilizzo delle applicazioni, inviare notifiche, gestire l’autenticazione e organizzare i dati. Un guasto a uno di questi servizi può quindi ripercuotersi su prodotti diversi, anche se realizzati da aziende senza legami diretti tra loro.
In questo caso l’impatto ha interessato l’ecosistema Apple perché molte app per iOS e iPadOS utilizzano componenti Firebase durante l’avvio o nelle prime fasi di esecuzione. La risoluzione centralizzata ha permesso di riportare il servizio alla normalità senza attendere la pubblicazione di nuove versioni da parte degli sviluppatori.
Continua a leggere
iPhone 18 Pro, cosa cambia davvero rispetto al 17 Pro
Il nuovo modello mantiene il design della generazione precedente ma interviene su prestazioni, temperature, fotocamere e velocità di ricarica.
Google sfida Bruxelles: Android e Search diventano terreno di scontro
Il gruppo Alphabet ricorre contro le misure europee che impongono più apertura su Android e l’accesso regolato ai dati di Google Search per i concorrenti dell’intelligenza artificiale.
iPhone 18 Pro, cambia il controllo video: il diaframma è manuale
Una spia segnala ora in modo immediato quando la registrazione è attiva, mentre un gesto con due dita permette di eliminare al volo i comandi dal mirino.
Dots, l’agente OpenAI che lavora da solo: cosa cambia in Italia
Il nuovo sistema può usare un computer nel cloud, collegarsi a migliaia di applicazioni e continuare le attività anche senza una supervisione costante.