Zaniolo, il sogno Mondiale e l’elogio a Gasperini: «È un visionario
Il fantasista ripercorre il legame con Roma, racconta la trasformazione tattica e fissa la priorità azzurra: conquistare un posto al prossimo Mondiale.
Gian Piero Gasperini resta una delle figure che Nicolò Zaniolo ricorda con maggiore stima. L’attuale allenatore della Roma, già conosciuto all’Atalanta, viene descritto dal giocatore come un tecnico capace di incidere profondamente sulla crescita dei suoi uomini.
«Gasperini è un allenatore incredibile. Riesce a tirar fuori il 120% da ogni giocatore, ti fa volare fisicamente e mentalmente», ha raccontato Zaniolo. Il calciatore ha ricordato di essere arrivato a Bergamo dopo un problema al quinto metatarso, una condizione che gli aveva impedito di rispondere pienamente alle richieste dell’allenatore. Nonostante questo, considera un privilegio essere stato guidato da «un visionario» e ritiene che la Roma possa lottare per lo Scudetto.
Roma resta una parte di vita
Il rapporto con il club giallorosso occupa un posto speciale nella storia personale e sportiva di Zaniolo. In quella parentesi sono arrivati la Conference League, la prima rete in Serie A contro il Sassuolo e l’esordio al Bernabéu, ma anche momenti difficili e alcuni errori che oggi il giocatore guarda con maggiore consapevolezza.
A Roma, però, non sono rimasti soltanto ricordi calcistici: lì ha costruito amicizie importanti, sua moglie è romana e nella capitale è nato il primo figlio. Zaniolo non esclude persino di tornarci a vivere dopo il ritiro. Ammette che diverse decisioni non verrebbero ripetute, ma riconosce agli infortuni e alle difficoltà il merito di averlo reso più attento alla preparazione, all’alimentazione e alla prevenzione. Il distacco dall’ambiente romanista, ha spiegato, lo ha lasciato con qualche dispiacere, anche se continua a tifare per la squadra.
Un ruolo sempre più centrale
Nel corso della carriera Zaniolo ha cambiato più volte posizione: dagli inizi da mezzala è passato a giocare largo sulla destra, prima di avvicinarsi nuovamente al centro del campo. Gli infortuni al crociato hanno condizionato l’esplosività necessaria per percorrere tutta la fascia e hanno favorito una trasformazione del suo modo di interpretare le partite.
Oggi il trequartista è il ruolo in cui si riconosce di più. Avere la porta davanti, anziché alle spalle, gli permette di sfruttare il tiro dalla distanza e la capacità di servire i compagni. È questa la collocazione che sente più naturale sia con l’Udinese sia nel percorso con la Nazionale.
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Il Mondiale prima di tutto
Per il futuro Zaniolo preferisce concentrarsi su traguardi ravvicinati: la priorità immediata è recuperare dall’infortunio, tornare a giocare e ritrovare il rendimento abituale con l’Udinese. Sul piano degli obiettivi di squadra, indica come riferimento il superamento dei 50 punti conquistati nella stagione precedente.
L’ipotesi europea non viene esclusa, ma il giocatore invita a mantenere prudenza perché molte formazioni hanno ambizioni e organici competitivi. Lo Scudetto, ha ammesso, è un desiderio condiviso da tutti, ma per ora prevale la necessità di restare concreti. Il traguardo personale più importante rimane invece la partecipazione a un Mondiale con l’Italia.
La nuova Italia cerca riscatto
L’infortunio lo ha costretto a lasciare il ritiro di Coverciano, ma nei giorni trascorsi con il gruppo Zaniolo ha percepito entusiasmo e voglia di ripartire. Secondo il fantasista, Roberto Mancini ha impresso fin dall’inizio un’identità precisa al nuovo corso e ci sono le condizioni per riportare gli azzurri ai livelli che competono loro.
L’assenza dallo spareggio di Zenica e dal successivo Mondiale viene considerata non soltanto una delusione personale. Zaniolo la interpreta come una ferita collettiva per il calcio italiano: l’obiettivo era qualificarsi, indipendentemente dai giocatori presenti in campo. La prossima occasione arriverà tra quattro anni e, per meritarsi quella maglia, il calciatore considera il rendimento sul terreno di gioco l’unico giudice davvero decisivo.
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