Woltemade, il dubbio di Condò: ricorda Zirkzee ma non convince ancora
Dopo il gol al Celta Vigo, il giornalista legge nel tedesco caratteristiche simili all’ex Bologna, ma con un’incognita ancora da chiarire
Il gol segnato nel successo per 2-1 della Juventus sul campo del Celta Vigo non ha ancora sciolto ogni interrogativo su Nick Woltemade. Paolo Condò, giornalista di Sky Sport, ha osservato con attenzione la prova del tedesco, apprezzandone soprattutto la capacità di giocare vicino a un’altra punta.
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Il paragone con Zirkzee resta aperto
Secondo Condò, Woltemade non offre ancora un’identità completamente definita. «Aleggia ancora un po' di mistero su che tipo di giocatore sia», ha spiegato il giornalista analizzando la prestazione dell’attaccante bianconero.
Il riferimento più immediato è Joshua Zirkzee, pur con una differenza tecnica ritenuta importante. «Non con la stessa qualità, naturalmente, ma io ho visto, come tipo di giocatore, uno Zirkzee», ha aggiunto Condò. L’idea è quella di un centravanti capace di muoversi lontano dall’area e di partecipare alla manovra, più che di rappresentare un punto fisso negli ultimi metri.
La Juventus cercava proprio quel profilo
Il confronto assume un significato particolare anche alla luce del mercato estivo. Woltemade è infatti arrivato a Torino dopo che la Juventus non era riuscita a chiudere l’operazione per Zirkzee, obiettivo iniziale del club.
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L’ex attaccante del Bologna avrebbe potuto trasferirsi in bianconero soltanto con la formula del prestito, soluzione poi adottata anche per il giocatore tedesco. Il Manchester United, tuttavia, non ha autorizzato la partenza di Zirkzee, facendo saltare la trattativa.
Il nodo è il ruolo in attacco
La prova contro il Celta Vigo ha quindi riaperto il tema delle caratteristiche di Woltemade. Quando agisce in appoggio a un compagno può valorizzare movimento e tecnica, mentre resta da capire quanto riesca a sostenere da solo il peso offensivo della squadra.
Per questo il gol non basta ancora a definire il suo impatto. La Juventus dovrà verificare se il tedesco possa diventare un riferimento centrale dell’attacco oppure se renda meglio in una posizione ibrida, a metà tra la prima e la seconda punta.
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