Totti, il bivio mai dimenticato: Real Madrid, Roma e il nodo Spalletti
L’ex numero 10 giallorosso ripercorre la scelta di restare a Roma, il possibile ritorno e le tensioni dell’ultima stagione con Luciano Spalletti.
Il legame tra Francesco Totti e la Roma non sembra essersi mai spezzato. In un’intervista al Corriere della Sera, l’ex capitano ha ripercorso alcune delle decisioni più importanti della sua carriera, lasciando aperta anche la porta a un possibile rientro nel club: «Mai dire mai».
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La Roma resta una parte di sé
Per Totti, l’esperienza vissuta con la maglia giallorossa rimane difficile da confrontare con qualsiasi altra. Il rapporto con la società e con la città, ha spiegato, appartiene alla sua identità più profonda e non può essere ridotto ai soli risultati sportivi.
L’ex numero 10 ha ribadito che la Roma continuerà ad avere un posto centrale nella sua vita. Un ritorno, dunque, non viene escluso, anche se non sono stati indicati tempi né ruoli specifici.
Il Real Madrid è il rimpianto
Tra le occasioni che Totti ha scelto di non cogliere c’è quella del trasferimento al Real Madrid. Nel 2004 la squadra spagnola riuniva campioni come Beckham e Zidane e, secondo l’ex capitano, quella rosa avrebbe potuto portarlo alla conquista dei principali trofei.
«Pentito no, ma un po' di rammarico c'è stato», ha raccontato. Totti ritiene possibile che in quel contesto avrebbe conquistato anche il Pallone d’Oro, ma non rinnega la decisione presa: la scelta di restare nella capitale, ha spiegato, fu condivisa con il cuore.
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Con Spalletti il finale cambiò tutto
Il rapporto con Luciano Spalletti, ha ricordato Totti, era stato inizialmente molto positivo e andava oltre il campo. I due hanno anche partecipato insieme a uno spot, esperienza che l’ex calciatore ha descritto come divertente.
Le difficoltà sarebbero emerse nell’ultima stagione. Totti ha parlato di tensioni alimentate dall’ambiente societario e ha sostenuto che qualcuno avrebbe convinto Spalletti della sua volontà di allontanarlo dalla panchina. Secondo la sua versione, però, la realtà sarebbe stata opposta.
La fiducia che non è mancata
Nonostante il deterioramento del rapporto, Totti ha riconosciuto a Spalletti una grande considerazione sportiva: «Lui mi faceva giocare anche con una gamba sola». L’ex capitano ha aggiunto di essersi trovato molto bene con l’allenatore prima della rottura.
Guardando ai suoi 25 anni di carriera, Totti ha infine respinto l’idea di aver imposto richieste alla società o di aver ostacolato un tecnico. La sua priorità, ha sostenuto, sarebbe sempre stata costruire una Roma competitiva e tutelare gli interessi della squadra e dei tifosi.
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