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Sport 3 min di lettura4 giorni fa

Spinazzola, il retroscena su Allegri: «Ora ci dà più responsabilità

L’esterno del Napoli ripercorre il rapporto con il tecnico, la scelta di restare in azzurro e le esperienze che hanno segnato la sua crescita.

Matteo Politano, più che un compagno di squadra, è ormai un amico di famiglia per Leonardo Spinazzola. L’esterno del Napoli ha raccontato che i due trascorrono molto tempo insieme anche fuori dal campo, spesso con le rispettive mogli, e ha scherzato sulla possibile scelta tra un Politano allenatore e una giornata al mare con Massimiliano Allegri: «Scelgo Matteo allenatore».


Il calcio è nato guardando Ronaldo

Prima ancora dei grandi stadi e delle sfide ad alta pressione, Spinazzola aveva un modello preciso da imitare. Il riferimento era Ronaldo il Fenomeno: il giocatore ha spiegato di aver consumato una videocassetta dedicata al brasiliano, osservandola ripetutamente per poi uscire a riprodurne i gesti con il pallone.

Parlando della formazione dei giovani italiani, il laterale ha indicato nella riduzione delle pressioni e nel lavoro svolto fin dai primi anni due passaggi decisivi. A suo avviso, ai bambini andrebbero garantiti spazio, coraggio e libertà di tentare, senza soffocare la loro personalità con indicazioni eccessive.


Napoli, tra ricordi e nuove responsabilità

La permanenza in azzurro è stata legata anche al desiderio di rivivere le emozioni dello Scudetto. Spinazzola ha ricordato con particolare intensità la festa sul pullman e i giorni successivi, descrivendo quell’esperienza come qualcosa di straordinario e ancora molto vivo nella memoria.

Il momento attuale, tuttavia, richiede di ritrovare equilibrio e convinzione. Secondo il difensore, dopo appena due mesi il quadro può sembrare completamente diverso rispetto alla stagione precedente, pur con lo stesso gruppo di calciatori: la risposta deve arrivare dall’impegno individuale e dalla continuità mostrata ogni domenica.


Cosa è cambiato con Allegri

L’allenatore, per Spinazzola, non ha modificato il proprio modo di gestire lo spogliatoio rispetto a quanto già mostrato alla Juventus. La novità riguarda soprattutto il lavoro quotidiano e il modo in cui la squadra viene coinvolta nella proposta di gioco.

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Il ritmo degli allenamenti è aumentato e ai giocatori viene affidato un margine decisionale più ampio. «Molta più intensità», ha sintetizzato Spinazzola, spiegando di apprezzare in particolare la fiducia ricevuta e il peso delle responsabilità assegnate direttamente al gruppo.


La linea a quattro gli dà più opzioni

Impiegato da terzino in una difesa a quattro, il giocatore sostiene di sentirsi oggi maggiormente a proprio agio. Questo sistema gli permette di leggere con più chiarezza i momenti in cui spingere e quelli in cui conservare la posizione.

La sua collocazione può così cambiare durante l’azione: resta più arretrato, si accentra, si allarga oppure avanza. Una varietà di movimenti che, a suo giudizio, rende il ruolo molto diverso rispetto ad altre interpretazioni tattiche.


Pressioni e crescita dei ragazzi

Vestire la maglia di una grande squadra significa convivere con giudizi immediati. Spinazzola ha osservato che a Napoli, come a Roma, Juventus, Milan e Inter, anche due risultati negativi possono alimentare rapidamente la sensazione di una crisi generale.

Nel confronto con Romelu Lukaku ha inoltre evidenziato la distanza tra alcuni percorsi formativi. In passato, ha spiegato, molte esercitazioni erano costruite su situazioni individuali come controllo, passaggio e ricezione; un’impostazione differente può portare i giovani ai 18 anni con competenze e strumenti tecnici più articolati.

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