Sinner si ferma e il caso biglietti scuote le Finals di Torino
Le rinunce dopo l’assenza del campione altoatesino riaccendono il dibattito sul peso della sua popolarità per tutto il tennis italiano.
La stagione italiana della racchetta avrà presto due prove decisive: la difesa della Coppa Davis a Bologna e la possibile qualificazione di Flavio Cobolli alle Finals di Torino, attesa una settimana prima dell’evento. Se il romano riuscisse a centrare l’obiettivo, chi oggi sta cedendo il proprio biglietto potrebbe forse guardare alla scelta con qualche rimpianto.
Cobolli e Davis per cambiare scenario
Il finale del 2026 offrirà dunque al movimento azzurro l’occasione di reagire a una seconda parte di stagione meno brillante rispetto ai primi mesi. Il risultato di Cobolli sarà particolarmente importante anche per il torneo piemontese, mentre a Bologna l’Italia dovrà difendere il titolo conquistato.
Nel frattempo, l’attenzione del pubblico si è spostata almeno in parte verso il calcio. La nazionale ha ritrovato interesse grazie a una Serie A più vivace e alla gestione di Mancini a Coverciano, arrivata dopo la contestata decisione di Malagò. Anche l’Under 21 di Baldini ha contribuito al rilancio: a Pescara, più di un milione di telespettatori ha seguito il gol da 75 metri di Ndour nella larga vittoria contro la Polonia.
La rinuncia che fa crollare la domanda
L’assenza di Jannik Sinner, campione in carica per due edizioni, ha avuto conseguenze immediate sul mercato dei tagliandi. Nei gruppi Facebook e nei siti dedicati alla cessione dei biglietti sono comparsi numerosi annunci, spesso accompagnati da riduzioni sul prezzo iniziale.
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Alcuni proprietari spiegano la rinuncia con impegni comparsi all’ultimo momento; altri indicano apertamente come motivazione la “causa assenza Sinner”. Il fenomeno mostra quanto la presenza del numero uno altoatesino abbia inciso sull’attrattiva dell’appuntamento torinese, anche oltre la cerchia degli appassionati abituali.
Un movimento ancora dipendente dal campione
Il calo non riguarda soltanto l’interesse per gli spalti. Dopo Wimbledon, anche gli ascolti e i risultati degli italiani hanno registrato una flessione rispetto alla prima metà dell’anno. Lorenzo Musetti ha dovuto fare i conti con problemi fisici culminati nella frattura a un dito, Jasmine Paolini ha attraversato un periodo complicato e Cobolli ha mostrato una continuità inferiore a quella esibita nei tornei europei.
Sui social, chi mette in vendita i biglietti viene talvolta bollato come semplice sostenitore occasionale, mentre altri utenti sottolineano che i prezzi di partenza sarebbero stati aumentati in modo sproporzionato dagli organizzatori proprio facendo leva sulla partecipazione di Sinner. Al di là delle accuse, la vicenda riapre una domanda sul cosiddetto Rinascimento del tennis italiano: quanto può reggere l’intero movimento quando manca il suo protagonista più popolare, già il più vincente nella storia nazionale?
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