Pato e il Milan, il ricordo più forte: «C’era sempre amore
L’ex attaccante rossonero ripercorre l’arrivo tra i campioni, il primo gol in Serie A e i legami costruiti durante gli anni a Milano.
Il rapporto tra Alexandre Pato e il Milan è rimasto legato a emozioni profonde, dai primi giorni vissuti accanto a campioni affermati fino all’affetto ricevuto dai tifosi. Nell’intervista realizzata per la serie Storie di Serie A, l’ex attaccante brasiliano ha ripercorso anche le difficoltà e le responsabilità legate al trasferimento in Europa.
Un sogno nato alla PlayStation
Per Pato, vestire la maglia rossonera rappresentava un obiettivo coltivato fin da bambino. Le partite alla PlayStation e la presenza di numerosi calciatori brasiliani nella rosa avevano alimentato il suo desiderio di arrivare a Milano, trasformato poi in realtà con l’ingresso a Milanello.
L’impatto con quell’ambiente fu segnato dalla presenza di personalità come Carlo Ancelotti e Adriano Galliani. Il giovane attaccante si ritrovò inoltre a condividere lo spogliatoio con Kaká, Paolo Maldini e Ronaldinho, figure che ammirava da tempo. «Quando ero col pallone, mi piaceva divertirmi. Penso che mi abbiano dato tutto per lasciarmi tranquillo e fare il mio lavoro», ha ricordato parlando di quegli inizi.
Il primo gol e l’affetto dei tifosi
Tra i momenti rimasti più impressi c’è la rete segnata contro il Napoli, il primo centro di Pato in Serie A. L’esultanza rappresentò per lui la realizzazione concreta di un’ambizione inseguita a lungo e la conferma di essere entrato nel calcio italiano dalla porta principale.
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Nel corso della conversazione ha citato anche i rapporti con Clarence Seedorf e Paolo Maldini, oltre al legame speciale con la città. Nei confronti della tifoseria rossonera, Pato ha parlato di un sentimento rimasto costante: «Penso che ci sia sempre stato amore».
Il consiglio ai giovani brasiliani
L’esperienza milanista gli ha lasciato anche una lezione utile per i calciatori che scelgono di trasferirsi all’estero. Secondo Pato, ambientarsi nel Paese d’arrivo è indispensabile per affrontare meglio la nuova vita, dentro e fuori dal campo.
Il suggerimento rivolto alle nuove generazioni riguarda soprattutto la conoscenza della lingua e delle abitudini locali: «La prima cosa da fare subito è cercare di entrare al massimo nella cultura del paese in cui vai. Devi imparare la lingua». Un passaggio che, nella sua esperienza, può favorire l’integrazione e rendere più semplice il percorso professionale.
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