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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Akanji alza l’asticella: all’Inter non basta vincere due trofei

Il difensore nerazzurro punta al successo in ogni competizione, elogia Chivu e racconta l’adattamento alla difesa a tre.

Manuel Akanji ritrova con piacere John Stones all’Inter e guarda con fiducia al lavoro di Cristian Chivu. Il difensore nerazzurro ha spiegato che il compagno si sta allenando e che attende di poter tornare a giocare insieme a lui. Sul tecnico, invece, ha sottolineato la qualità del lavoro svolto nella stagione precedente e la difficoltà di conquistare un trofeo.


Chivu e Stones danno fiducia

Akanji ha definito Chivu un allenatore di alto livello, ricordando che «non è mai facile vincere». Il centrale ha così riconosciuto il valore del percorso compiuto dalla squadra sotto la guida dell’allenatore rumeno.

Il rientro di Stones rappresenta invece una notizia positiva per il reparto arretrato. «Sono contento che Stones sia all’Inter. Si sta allenando e non vedo l’ora di giocare di nuovo con lui», ha dichiarato il difensore a Sport Mediaset.


Le rimonte nascono dalla mentalità

Le numerose partite recuperate dall’Inter sono state affrontate da Akanji senza nascondere le difficoltà. Contro la Roma, ha spiegato, gli avversari hanno disputato una gara di qualità; in altre occasioni, invece, alcuni errori hanno complicato l’avvio delle sfide.

Secondo il giocatore, la squadra è riuscita comunque a reagire grazie alla propria mentalità. Il carattere mostrato nei momenti delicati ha consentito ai nerazzurri di raddrizzare diversi risultati sfavorevoli.

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L’obiettivo resta il massimo

Akanji non si accontenta di ripetere il bilancio della scorsa annata, chiusa con Scudetto e Coppa Italia. «Non firmo per vincere solo Scudetto e Coppa Italia come l’anno scorso, voglio vincere tutto», ha affermato, indicando nella conquista di ogni competizione il traguardo dell’Inter.

Il difensore ha anche ammesso che gli farebbe piacere ottenere il riconoscimento come miglior difensore della Serie A, pur precisando che una simile assegnazione non dipende soltanto da lui. La priorità, ha ribadito, rimane il rendimento collettivo e il contributo personale alla squadra.


Due moduli, un solo approccio

Sul piano tattico, il nerazzurro ritiene di poter essere impiegato sia con la linea arretrata a tre sia con quella a quattro. Ha maggiore familiarità con il secondo assetto, utilizzato anche dalla Nazionale, ma considera superata la fase di adattamento vissuta al suo arrivo all’Inter.

L’inserimento nella difesa a tre era stato inizialmente più complesso proprio perché prevedeva compiti differenti. Akanji, tuttavia, non considera il modulo un ostacolo e assicura la disponibilità a giocare in qualsiasi sistema, mantenendo invariata l’ambizione: affrontare ogni torneo con l’intenzione di vincerlo.

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