Serie A, la pausa mai vista: il nodo è la ripartenza
La lunga finestra dedicata alle Nazionali obbliga i club a calibrare allenamenti, recuperi e gestione mentale dei giocatori
La prima maxi-sosta della storia della Serie A apre un problema inedito per gli allenatori: alla ripresa, la rosa potrebbe presentarsi con livelli di condizione molto diversi. Chi è rimasto nei club avrà seguito un programma specifico, mentre i convocati dalle Nazionali arriveranno dopo esperienze e minutaggi differenti.
Il carico fisico diventa una trappola
Secondo Valter Vio, preparatore atletico con esperienze al Valencia, all’Al-Nasr e alla Lazio, la pausa può essere affrontata come una sorta di ritiro breve, ma senza forzare i ritmi. L’obiettivo è mantenere il lavoro e preparare il ritorno alle gare senza trasformare l’assenza di partite in un sovraccarico.
Il pericolo riguarda soprattutto i calciatori rimasti ad allenarsi in gruppo senza disputare incontri ufficiali. Il loro carico complessivo può essere inferiore rispetto al consueto e un aumento improvviso delle intensità rischierebbe di favorire problemi fisici. Per questo sarà necessario distinguere tra chi ha accumulato molti minuti e chi, al contrario, ha giocato poco.
Squadre divise tra campo e testa
La gestione sarà ancora più delicata per i club che dovranno riunire elementi con percorsi diversi. Chi ha giocato con la propria Nazionale potrebbe aver bisogno di recuperare, mentre chi è rimasto in panchina potrebbe rientrare con una condizione agonistica insufficiente. Vio sintetizza così il possibile scenario: «Il rischio c’è».
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A pesare non sarà soltanto la parte atletica. L’interruzione può allentare la concentrazione costruita durante una stagione scandita da gare ravvicinate: «La partita ufficiale non si può simulare», ha osservato il preparatore. Il riposo consente di smaltire fatica e tensione, ma al ritorno servirà ritrovare rapidamente la concentrazione; da questo punto di vista, la capacità mentale dei giocatori più forti potrebbe fare la differenza.
Il vantaggio possibile dei club
La nuova formula è nata per accorpare le finestre delle Nazionali, ridurre i viaggi e consentire alle selezioni di lavorare con maggiore continuità. Per i club, tuttavia, significa rinunciare per un periodo prolungato a molti dei propri titolari e modificare la programmazione abituale.
Alla ripartenza, le squadre con meno convocati potrebbero trovarsi in una posizione favorevole sul piano fisico, perché avrebbero mantenuto un lavoro più omogeneo. Resta però un’incognita assoluta per il calcio italiano: la sosta, mai sperimentata prima in questa forma, potrebbe produrre risultati inattesi.
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